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Roma – (di Alessandro la Spina) Il settore aereo torna ad essere interessato dai provvedimenti dell’antitrust, che ha irrogato sanzioni nei confronti di alcune aviolinee operanti in Italia. L’ultima in ordine di tempo è quella emessa a carico di Ryanair (4,2 Mln di €), ma, nei giorni scorsi, l’autorità aveva già multato Easyjet (2,8 Mln di €) e Volotea (1,4 Mln di €). Stando a quanto si apprende da una nota stampa visibile sul sito internet dell’agenzia governativa, «le tre compagnie hanno tenuto una condotta gravemente scorretta e non rispondente al canone di diligenza professionale quando – terminate le limitazioni agli spostamenti (3 Giugno 2020) – procedevano a numerose cancellazioni di voli programmati e offerti in vendita, utilizzando sempre la motivazione dell’emergenza sanitaria e continuando a rilasciare voucher senza invece procedere al rimborso del prezzo pagato per i biglietti annullati». A tal proposito, secondo l’Agcm, sarebbero state fornite informazioni «ingannevoli e omissive» riguardo ai diritti esercitabili dai consumatori, oltre ad aver ostacolato il riconoscimento del rimborso monetario attraverso modalità atte a indurre i passeggeri all’accettazione del bonus anziché di una somma di denaro. Alcune specifiche compagnie, inoltre, non hanno previsto alcun ristoro in caso di annullamento del viaggio o hanno predisposto procedure aggravate per la fruizione dei voucher già emessi, come, ad esempio, l’uso di un numero telefonico a pagamento, la non previsione dei 18 mesi utili per il loro utilizzo (periodo stabilito dalla normativa emergenziale) e la mancata rifusione, al momento della scadenza, delle spese sostenute. Per ciò che concerne Ryanair, è stata giudicata ingannevole anche la campagna pubblicitaria diffusa tramite i mezzi di comunicazione, con la quale si dava la possibilità di cambiare volo gratuitamente (utilizzando il claim: “nessuna penale per il cambio” o similari), in quanto la società continuava ad applicare, al nuovo viaggio scelto dal consumatore, tariffe maggiorate rispetto a quelle contestualmente praticate sul proprio sistema di prenotazione. Nell’eventualità in cui si fosse optato per la sostituzione durante i sette giorni che precedevano la partenza, veniva, tra l’altro, applicato ugualmente un sovrapprezzo. Dopo le sanzioni, le tre compagnie dovranno presentare misure finalizzate ad ottemperare ai provvedimenti adottati.
]]>https://aiacepress.it/voli-cancellati-non-rimborsati-agcm-sanziona-ryanair-easyjet-e-volotea/feed/0Larve come snack o per preparare il pane? L’Europa ha detto si all’uso di un insetto come alimento umano
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https://aiacepress.it/larve-come-snack-o-per-preparare-il-pane-leuropa-ha-detto-si-alluso-di-un-insetto-come-alimento-umano/#respondSat, 15 May 2021 07:08:18 +0000https://aiacepress.it/?p=10915Roma – (Di Alessandro La Spina) Immaginate di andare al ristorante, magari per un’occasione particolare, come potrebbe essere una uscita in famiglia, un incontro di lavoro o, perché no, l’appuntamento con la persona che fa battere il vostro cuore. Appena seduti al tavolo, siete lì per ordinare, e, tra le varie pietanze presenti in menù, […]
]]>Roma – (Di Alessandro La Spina) Immaginate di andare al ristorante, magari per un’occasione particolare, come potrebbe essere una uscita in famiglia, un incontro di lavoro o, perché no, l’appuntamento con la persona che fa battere il vostro cuore. Appena seduti al tavolo, siete lì per ordinare, e, tra le varie pietanze presenti in menù, leggete: antipasto di mosche della casa, spaghetti alle libellule, grigliata mista, in salsa dolce, di formiche, api, ecavallette nostrane. Bene!… A questo punto vi starete chiedendo: Ma cosa farfuglia l’autore dell’articolo?….di che parla?….ci sta con la testa?….Tranquilli, non ci siamo ammattiti…….abbiamo soltanto esagerato un po’ nel descrivere una possibile evoluzione del settore agroalimentare italiano e non solo in un futuro nemmeno troppo lontano. Lo spunto di riflessione ci viene offerto dal recente via libera, accordato dall’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare, alla possibilità di ammettere al commercio, per la prima volta, un insetto destinato al consumo umano, in applicazione del regolamento UE 2015/2283 riguardante il cosiddetto “Novel Food”. Nello specifico, si tratta delle «larve gialle del tenebrione mugnaio» (hanno scomodato anche lui, poverino…..e vabbè….), meglio note come tarme della farina. La decisione formale verrà presa dalla Commissione tra qualche settimana ed è considerata uno degli steps che caratterizzano la strategia “Farm to Fork”, cioè il piano d’azione UE 2020-2030 mirante a promuovere la realizzazione di una politica agricola comune più sostenibile, basata sulla consumazione di alimenti a basso impatto ambientale. Probabilmente non le vedremo da subito nei nostri ristoranti, ma è previsto che le tarme vengano commercializzate come insetti essiccati interi, snack, o, più semplicemente, farina per la preparazione di prodotti alimentari, avendo l’accortezza di rispettare alcuni specifici requisiti di etichettatura finalizzati a salvaguardare la salute dei soggetti allergici. La vicenda è certamente destinata a far discutere, suscitando, da un lato, il duro scetticismo o l’ironia di tante persone, ma anche, dall’altro, il legittimo interesse economico che più di un’azienda vanta nel settore. In diverse aree del mondo, d’altronde, gli invertebrati fanno già parte della dieta di milioni di individui e la stessa FAO li ritiene un’importante risorsa alimentare, fonte di elementi nutritivi, quali, ad esempio, grassi, proteine, vitamine e fibre. Un vantaggio ulteriore sarebbe rappresentato dalla possibilità di ottenere grandi quantità di cibo con un limitato dispendio di energia, laddove, al contrario, alimenti tradizionali come la carne contribuiscono in maniera seria alla produzione dei gas serra rilasciati in atmosfera. Al momento l’Autorità europea sta valutando sedici richieste di commercializzazione per altrettanti “animaletti”, di cui undici sono già entrate nella fase di valutazione tecnica. L’Ipiff, organizzazione non-profit che promuove l’utilizzo degli insetti nell’alimentazione umana, giudicando in maniera positiva la decisione comunitaria, valuta in circa tre miliardi di euro gli investimenti che potrebbero essere attivati dalle aziende del comparto entro il 2025. Di diverso tono, invece, le prese di posizione delle principali associazioni di categoria, non convinte dell’opportunità di aprire le porte a prodotti del tutto estranei alla tradizione gastronomica del vecchio continente. Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, sostiene che l’autorizzazione all’uso delle tarme rappresenta «il paradosso di un approccio troppo ideologico alla Farm to Fork. Da una parte si mettono in discussione le nostre straordinarie eccellenze, soprattutto zootecniche, realizzate seguendo un modello di sostenibilità unico al mondo, mentre dall’altra si spingono cibi “etnici”, alternativi e strumentalmente proposti come più sostenibili per coprire la richiesta crescente di proteine nobili (che potrebbe essere tranquillamente soddisfatta ricorrendo a legumi, pesce azzurro ed altre piatti tipici della dieta mediterranea – NDR)». Pur essendo legittimo pensare di offrire un’ampia varietà di cibarie, qualunque sia la loro origine – prosegue Scordamaglia – in questo modo si rischia di perdere di vista il vero obiettivo della strategia destinata ad orientare, nei prossimi anni, le politiche agroalimentari europee: produrre sempre più qualità, in maniera naturale, impattando meno sull’ambiente e fornendo alle persone alimenti sani e sicuri.
]]>https://aiacepress.it/larve-come-snack-o-per-preparare-il-pane-leuropa-ha-detto-si-alluso-di-un-insetto-come-alimento-umano/feed/0Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il Governo ha trasmesso il documento a Bruxelles
https://aiacepress.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-il-governo-ha-trasmesso-il-documento-a-bruxelles/
https://aiacepress.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-il-governo-ha-trasmesso-il-documento-a-bruxelles/#respondSun, 02 May 2021 08:57:28 +0000https://aiacepress.it/?p=10848Roma – (di Alessandro la Spina) Dopo la definitiva approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del Parlamento, il governo ha provveduto ad inviarlo ufficialmente alla Commissione Europea. Composto da ben 337 pagine, il documento illustra le modalità con cui il nostro paese intende spendere le somme elargite attraverso il programma Next […]
]]>Roma – (di Alessandro la Spina) Dopo la definitiva approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del Parlamento, il governo ha provveduto ad inviarlo ufficialmente alla Commissione Europea. Composto da ben 337 pagine, il documento illustra le modalità con cui il nostro paese intende spendere le somme elargite attraverso il programma Next Generation EU, approvato lo scorso anno per garantire agli Stati membri colpiti dalla pandemia una progressiva uscita dalla crisi economica generatasi a causa dell’emergenza sanitaria. Gli stanziamenti previsti ammontano a complessivi 248 miliardi di euro, 191,5 dei quali arriveranno dai canali comunitari (122,6 mld sotto forma di prestiti, i restanti 68,9 come contributi), mentre altri 30 saranno assicurati da un apposito Fondo Complementare ed ulteriori 26 verranno impiegati per la realizzazione di opere specifiche. L’impatto delle misure, se realizzate correttamente e seguendo la tempistica programmata, sarà di 16 punti percentuali sulla crescita del Pil entro il 2026, che diventano 24 nelle aree del Mezzogiorno. Definito da Palazzo Chigi un intervento epocale, sicuramente il più importate dalla fine del Piano Marshall, il Pnrr prevede tutta una serie di riforme e investimenti, riassumibili in 6 missioni strategiche (e 16 componenti):
Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura, a cui vengono destinati 49,2 miliardi, stanziati per stimolare la crescita dimensionale delle imprese e investire in mercati ad alta tecnologia, con particolare riguardo allo sviluppo della banda ultralarga;
Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, probabilmente il capitolo più importante, che vedrà l’impiego di cospicue risorse (68,6 mld), necessarie a sostenere la trasformazione italiana nei settori dell’economia circolare, miglioramento energetico degli edifici, incremento delle fonti rinnovabili, filiera dell’idrogeno e rinnovo del trasporto pubblico locale. Previsti anche investimenti in opere miranti a rafforzare il sistema idrico e la lotta al dissesto idrogeologico;
Infrastrutture per la mobilità sostenibile, punto che prevede uno stanziamento di 31,4 mld, finalizzato alla realizzazione di una rete infrastrutturale moderna, rispettosa dell’ambiente e, soprattutto, estesa all’intero Paese. Progetti cardine sono l’estensione dell’alta velocità ferroviaria su scala nazionale, la costruzione di nuove linee regionali, il potenziamento dei porti e la digitalizzazione della catena logistica;
Istruzione e Ricerca, (31,9 mld) con fondi che serviranno all’edificazione di asili nido e scuole materne, oltre che all’implementazione di servizi riguardanti l’educazione e la cura dell’infanzia. Annunciato anche il risanamento strutturale degli edifici scolastici già esistenti e riforme riguardanti corsi di laurea e dottorati;
Inclusione e Coesione, (21,4 mld), avente l’obiettivo di semplificare la partecipazione al mercato del lavoro, investendo nello sviluppo di centri per l’impiego, imprenditoria femminile, rigenerazione urbana e interventi tesi a facilitare la vita delle persone disabili;
Salute, (18,5 mld), settore quanto mai bisognoso di grande attenzione, come dimostrato dalle vicende che hanno caratterizzato le diverse fasi emergenziali nell’anno appena trascorso. Linee d’azione principali sono quelle che mirano alla realizzazione di una migliore assistenza domiciliare e di prossimità, ricorso alla telemedicina, acquisto di nuove attrezzature, adeguamento antisismico degli ospedali e diffusione del fascicolo sanitario elettronico.
Il Pnrr prevede, inoltre, riforme nei campi della pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza. Intervenendo alla Camera dei Deputati, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha dichiarato che gli interventi pensati per affrontare il processo di cambiamento che ci attende, definiscono «la misura di quello che sarà il ruolo dell’Italia a livello internazionale, nonché la sua credibilità e reputazione di Stato fondatore UE e protagonista del mondo occidentale. Non è soltanto questione di reddito e benessere, ma di valori civili e sentimenti che nessuna tabella potrà mai rappresentare. Sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nei programmi c’è anche e soprattutto il destino del Paese».
]]>https://aiacepress.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-il-governo-ha-trasmesso-il-documento-a-bruxelles/feed/0Centri Commerciali, crescono le polemiche per mancata possibilità di riaprire nei fine settimana
https://aiacepress.it/centri-commerciali-crescono-le-polemiche-per-mancata-possibilita-di-riaprire-nei-fine-settimana/
https://aiacepress.it/centri-commerciali-crescono-le-polemiche-per-mancata-possibilita-di-riaprire-nei-fine-settimana/#respondTue, 27 Apr 2021 08:12:43 +0000https://aiacepress.it/?p=10828Roma – (Di Alessandro La Spina) Centri commerciali nell’occhio del ciclone, dopo la scelta dell’esecutivo di non prevedere, in quelle aree del Paese giudicate a minor rischio, la possibilità di riaprire nei weekend a partire dal prossimo 15 Maggio, così come era stato paventato in un primo momento. A lamentare la marcia indietro del Governo sono Federdistribuzione e […]
]]>Roma – (Di Alessandro La Spina) Centri commerciali nell’occhio del ciclone, dopo la scelta dell’esecutivo di non prevedere, in quelle aree del Paese giudicate a minor rischio, la possibilità di riaprire nei weekend a partire dal prossimo 15 Maggio, così come era stato paventato in un primo momento. A lamentare la marcia indietro del Governo sono Federdistribuzione e le altre principali associazioni di categoria. «Alla luce di questa decisione del tutto inattesa» – si afferma in una nota stampa congiunta – «che va a gravare ulteriormente su un settore fortemente compromesso da chiusure straordinarie, protrattesi per oltre un anno, richiediamo un incontro urgente con il Presidente Draghi al fine di conoscere le motivazioni a supporto di tale scelta». Le diverse sigle di rappresentanza intendono rimarcare l’assoluta necessità di dare risposte concrete ai circa 600000 lavoratori interessati, nonché di chiarire quali siano i criteri utilizzati per valutare un eventuale pericolo connesso all’apertura delle strutture di grandi dimensioni, in presenza di opportuni protocolli condivisi. Sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono state adottate – continuano le associazioni – misure anche più stringenti rispetto a quanto disposto a livello governativo o dalle singole regioni, manifestando, al contempo, la disponibilità a rafforzarle qualora necessario. Tutto ciò con l’obiettivo di salvaguardare la salute di consumatori, dipendenti e fornitori. Risulta, tra l’altro, incomprensibile constatare come le stesse procedure, giudicate idonee a garantire la sicurezza di questi luoghi dal Lunedì al Venerdì, siano invece ritenute non adeguate nelle giornate di Sabato e Domenica. Secondo Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione, «si tratta di una scelta inaspettata e senza alcuna spiegazione. Non possiamo accettare che le aziende del commercio non abbiano una prospettiva certa sulla data di riapertura dei punti vendita, a differenza di tutti gli altri settori». «Un fatto inspiegabile e altamente preoccupante, di cui abbiamo avuto notizia nottetempo e che ci ha colto di sorpresa» sottolinea il massimo esponente di Ancc-Coop e Coop Italia, Marco Pedroni.
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https://aiacepress.it/confesercenti-e-commerce-e-restrizioni-anti-covid-vera-e-propria-mazzata-per-dettaglianti-e-pubblici-esercizi/
https://aiacepress.it/confesercenti-e-commerce-e-restrizioni-anti-covid-vera-e-propria-mazzata-per-dettaglianti-e-pubblici-esercizi/#respondTue, 20 Apr 2021 07:55:33 +0000https://aiacepress.it/?p=10763Roma – (di Alessandro La Spina) Confesercenti lancia l’allarme sulle difficoltà attraversate dai negozi al dettaglio, danneggiati a causa dei provvedimenti restrittivi degli ultimi mesi, che hanno avuto l’effetto di far precipitare le vendite finendo per favorire il commercio elettronico. Secondo le stime effettuate dall’associazione di categoria, nel primo bimestre 2021 gli acquisti presso la […]
]]>Roma – (di Alessandro La Spina) Confesercenti lancia l’allarme sulle difficoltà attraversate dai negozi al dettaglio, danneggiati a causa dei provvedimenti restrittivi degli ultimi mesi, che hanno avuto l’effetto di far precipitare le vendite finendo per favorire il commercio elettronico. Secondo le stime effettuate dall’associazione di categoria, nel primo bimestre 2021 gli acquisti presso la grande distribuzione e le piccole superfici si sono ridotti, rispettivamente, del 3,8 e 10,7%, mentre le transazioni sui canali online hanno subìto un incremento del 37,2%. L’e-commerce registra un forte balzo in avanti proprio a partire dallo scorso ottobre, in coincidenza con l’adozione di misure finalizzate a frenare l’espansione del contagio da Covid-19. La stessa situazione si era già verificata, tra l’altro, durante la primavera del 2020, quando l’Italia fu soggetta al lockdown duro. Senza una decisa inversione di tendenza, si afferma in una nota stampa, «circa 70mila attività potrebbero cessare definitivamente nel 2021». A rischio sono soprattutto i 35mila esercizi collocati all’interno di centri e gallerie commerciali, i quali andrebbero opportunamente inseriti nel Piano Riaperture, prevedendo, al contempo, la possibilità di non chiudere nei fine-settimana, giornate in cui si realizza approssimativamente il 40% delle vendite. L’attuale divieto di rimanere aperti viene considerato un vero “cataclisma per il comparto”, una decisione che «ignora gli alti standard di sicurezza, dall’aerazione al controllo degli ingressi, generando una perdita di almeno 1,5 miliardi di euro per ogni weekend, in buona parte a vantaggio del canale di distribuzione online». Ma un certo scetticismo viene manifestato anche rispetto all’iter che, dal prossimo 26 Aprile, porterà a riaprire gradualmente una serie di pubblici esercizi. Secondo Giancarlo Banchieri, Presidente di Fiepet-Confesecenti, nonostante sia un bene aver iniziato a programmare la ripartenza, si sarebbe dovuto fare di più. Stante l’attuale sistema delineato dalle autorità di governo, la maggior parte dei locali che si occupano di somministrazione non può, praticamente, riprendere a lavorare: «meno della metà dei ristoranti ha a disposizione spazi esterni e nella stragrande maggioranza dei casi – in particolare nei centri storici – si tratta di dehors di dimensioni modeste. Quelli che ne sono privi, nei fatti, si troverebbero di fronte ad una proroga delle restrizioni, oltretutto indefinita, visto che non è stata annunciata alcuna data». Secondo il massimo esponente Fiepet, bisogna riprendere a dialogare, cercando soluzioni che siano veramente sostenibili per il settore. E con riguardo ai ristori economici afferma: «si continua a ragionare riferendosi al 2020, mentre sarebbe necessario concentrare gli sforzi anche sul sostegno alle imprese che continuano ad essere oggetto di misure restrittive nel 2021, come, appunto, i pubblici esercizi».
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https://aiacepress.it/superbonus-110-la-quasi-impossibile-possibilita-di-ristrutturazione-che-draghi-potrebbe-semplificare/
https://aiacepress.it/superbonus-110-la-quasi-impossibile-possibilita-di-ristrutturazione-che-draghi-potrebbe-semplificare/#respondTue, 20 Apr 2021 07:52:52 +0000https://aiacepress.it/?p=10760Roma – Troppo difficile accedere al superbonus 110% introdotto al tempo dell’ex premier italiano, Giuseppe Conte. Una vera e propria debacle della possibilità di ristrutturazione edilizia a costo zero che ha interessato, praticamente, tutte le famiglie italiane. Numerosi sono stati i sopralluoghi dei tecnici, in tanti hanno cercato scartoffie e documenti sulle proprie abitazione, al momento, […]
]]>Roma – Troppo difficile accedere al superbonus 110% introdotto al tempo dell’ex premier italiano, Giuseppe Conte. Una vera e propria debacle della possibilità di ristrutturazione edilizia a costo zero che ha interessato, praticamente, tutte le famiglie italiane. Numerosi sono stati i sopralluoghi dei tecnici, in tanti hanno cercato scartoffie e documenti sulle proprie abitazione, al momento, però, tutto sembra essere stato un autentico flop. Sulla base dei dati forniti dal Governo, sembrerebbe che siano stati utilizzati soltanto 670 milioni di euro, rispetto ai 19 miliardi di euro che erano stati previsti dal cospicuo fondo finanziario. Si stanno pensando, però, correttivi ed anche una possibile proroga dei termini fino al 2023. Il Presidente del Consiglio, l’economistaMario Draghi, potrebbe pensare di alleggerire le procedure burocratiche previste per poter ottenere il superbonus 110%. Le norme attuali di fatto hanno rallentato la possibilità di accedere all’interessante bonus edilizio.
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https://aiacepress.it/fao-prezzi-mondiali-dei-prodotti-alimentari-in-aumento-per-il-decimo-mese-consecutivo/
https://aiacepress.it/fao-prezzi-mondiali-dei-prodotti-alimentari-in-aumento-per-il-decimo-mese-consecutivo/#respondMon, 12 Apr 2021 07:28:44 +0000https://aiacepress.it/?p=10677Roma – (Di Alessandro la Spina) Tra i settori produttivi che più influiscono sulla soddisfazione dei nostri bisogni primari vi è certamente quello agroalimentare, considerato, a buon diritto, come uno dei comparti a cui i decisori politici dovranno dedicare particolare attenzione nei prossimi anni. È innegabile, infatti, che le produzioni agricole vengono influenzate da tutta […]
]]>Roma – (Di Alessandro la Spina) Tra i settori produttivi che più influiscono sulla soddisfazione dei nostri bisogni primari vi è certamente quello agroalimentare, considerato, a buon diritto, come uno dei comparti a cui i decisori politici dovranno dedicare particolare attenzione nei prossimi anni. È innegabile, infatti, che le produzioni agricole vengono influenzate da tutta una serie fattori, i quali finiscono per avere, a lungo andare, un forte impatto sulla sussistenza di intere comunità. Si potrebbero citare, in proposito, il costante aumento della popolazione mondiale, il cambiamento climatico e la pandemia da Covid-19, senza dimenticare, ahimè, fenomeni speculativi di varia natura. Ciò provoca, inevitabilmente, pesanti fluttuazioni nei prezzi di quei generi alimentari che, spesso, costituiscono la base del sostentamento di tanti paesi. Secondo l’ultimo Report presentato dalla FAO, per il decimo mese consecutivo, lo scorso marzo, i costi delle derrate sono complessivamente aumentati in tutto il mondo. L’indice creato dall’organizzazione internazionale per rilevare le variazioni mensili ha registrato un incremento del 2,1% rispetto a febbraio. A determinare l’impennata sono stati i prezzi dell’olio vegetale, (+8%), e di soia, (caratterizzato da una domanda mantenutasi stazionaria, proveniente soprattutto dal comparto biodiesel). In crescita anche il valore monetario di alcuni prodotti molto diffusi, come i lattiero-caseari (+3,9%), e del latte in polvere, quest’ultimo condizionato dal forte balzo in avanti che ha interessato le importazioni nei paesi asiatici, in primis la Cina. Analogo trend si realizza nel settore della carne, con aumenti del 2,3%, eccezion fatta per quella bovina, mantenutasi stabile. Si registra una controtendenza, invece, nell’andamento dei costi legati ai cereali, ridottisi dell’1,8% se raffrontati allo scorso mese di febbraio, nonostante rimangano abbastanza alti in confronto a marzo 2020 (+26,5%). Il calo più significativo è quello relativo al grano, contraddistinto da una buona offerta realizzatasi a livello planetario. Diminuiti, infine, i prezzi di mais, riso e zucchero. Al termine di quest’anno, le scorte cerealicole mondiali sono, comunque, destinate ad abbassarsi dell’1,7% rispetto al periodo attuale, attestandosi su una quantità complessiva di 808 milioni di tonnellate, mentre il rapporto tra riserve disponibili e utilizzo totale, nel biennio 2020/2021, scenderà del 28,4%, valore più basso da sette a questa parte.
]]>https://aiacepress.it/fao-prezzi-mondiali-dei-prodotti-alimentari-in-aumento-per-il-decimo-mese-consecutivo/feed/0Mise: pubblicato decreto di apertura del secondo sportello “Macchinari Innovativi” per le regioni del Sud Italia
https://aiacepress.it/mise-pubblicato-decreto-di-apertura-del-secondo-sportello-macchinari-innovativi-per-le-regioni-del-sud-italia/
https://aiacepress.it/mise-pubblicato-decreto-di-apertura-del-secondo-sportello-macchinari-innovativi-per-le-regioni-del-sud-italia/#respondThu, 08 Apr 2021 08:44:54 +0000https://aiacepress.it/?p=10648Roma – (di Alessandro la Spina) Buone notizie per le piccole e medie imprese del Sud Italia. Da qualche giorno, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto direttoriale che apre i termini del secondo sportello relativo al bando “Macchinari Innovativi”, in base al quale PMI, reti di imprese e professionisti, presenti nelle regioni […]
]]>Roma – (di Alessandro la Spina) Buone notizie per le piccole e medie imprese del Sud Italia. Da qualche giorno, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto direttoriale che apre i termini del secondo sportello relativo al bando “Macchinari Innovativi”, in base al quale PMI, reti di imprese e professionisti, presenti nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, potranno presentare domande per ottenere agevolazioni d’acquisto. Obiettivo della misura, come definita dal D.M. 30/10/2019, è quello di sostenere progetti d’investimento tesi a favorire la trasformazione tecnologica di aziende localizzate in aree svantaggiate. La dotazione finanziaria messa in disponibilità è di 132,5 Milioni di euro, a valere sull’Asse III, Azione 3.1.1 del PON “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR. Beneficiari degli incentivi sono le micro, piccole e medie aziende, nonchè liberi professionisti, che presentano tutta una serie di requisiti previsti dal bando. Le agevolazioni saranno concesse nella duplice forma di contributo e finanziamento agevolato, (quest’ultimo da restituirsi, senza interessi, entro una durata massima di sette anni), per una percentuale nominale pari al 75 %, calcolata rispetto alle spese ammissibili. I beni finanziati dovranno essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali (definite dagli artt. 2423 e successivi del Codice Civile) riguardanti macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti d’investimento, nonché programmi informatici e licenze, correlati all’utilizzo dei predetti beni fisici. Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia Invitalia, a cui è anche demandato il compito di istruire i procedimenti. Le domande di accesso agli incentivi verranno presentate in modalità telematica attraverso il portale: https://agevolazionidgiai.invitalia.it, navigando nella sezione “accoglienza istanze”, secondo il seguente calendario:
Compilazione delle richieste a partire dalle ore 10.00 del 13/04/2021;
Invio delle richieste a partire dalle ore 10.00 del 27/04/2021.
Una volta inoltrate, esse accederanno alla fase istruttoria tenendo conto dell’ordine cronologico determinato dal giorno di presentazione, indipendentemente dall’ora in cui vengono ricevute. Ciascuna impresa, sia in forma singola che in quella di soggetto aderente ad un network, potrà inviare una sola domanda.
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https://aiacepress.it/shipping-il-ministro-giovannini-promette-maggiore-attenzione-verso-le-istanze-degli-armatori/#respondSun, 21 Mar 2021 08:48:48 +0000https://aiacepress.it/?p=10554Roma – (Di Alessandro La Spina) «L’attenzione del Governo nei confronti dello shipping è massima. Stiamo lavorando, insieme al Ministero della transizione ecologica, per rafforzare una serie di misure sul tema dei porti, azione che va ad aggiungersi ai già programmati interventi relativi alla connessione degli scali portuali con altri sistemi trasportistici, soprattutto nel Mezzogiorno». A […]
]]>Roma – (Di Alessandro La Spina) «L’attenzione del Governo nei confronti dello shipping è massima. Stiamo lavorando, insieme al Ministero della transizione ecologica, per rafforzare una serie di misure sul tema dei porti, azione che va ad aggiungersi ai già programmati interventi relativi alla connessione degli scali portuali con altri sistemi trasportistici, soprattutto nel Mezzogiorno». A dichiararlo il Ministro per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, in occasione del Webinar: “Lavoro marittimo e investimenti nello scenario post Covid”, tenutosi lo scorso 18 Marzo su iniziativa di Conftrasporto, Confcommercio e Assarmatori. L’incontro è servito a riflettere sulle strategie finalizzate al rilancio del comparto, che, nonostante la battuta d’arresto dovuta alla crisi pandemica, rimane comunque fondamentale per un paese come l’Italia. I dati, elaborati da Nomisma ed esposti durante la manifestazione, ci restituiscono la realtà di un settore che genera il 2,1% del Pil nazionale, occupando circa 49.000 lavoratori in maniera diretta, ai quali si aggiungono quelli operanti nell’indotto (129.000 unità). Il trasporto via mare è imprescindibile per assicurare la continuità territoriale e costituisce un presupposto importantissimo nella realizzazione dell’interscambio commerciale, movimentando oltre la metà dei prodotti importati ed esportati. Non si può nascondere, in ogni caso, il forte rammarico dovuto alle perdite dello scorso anno, soprattutto riguardo al ramo passeggeri, con cali del 94,6% in campo crocieristico, 46,7% nel comparto traghetti e 49,2% per ciò che concerne le rotte locali. Le imprese di navigazione operanti servizi di collegamento insulare e di Autostrade del Mare, hanno visto decrescere del 56% il numero di viaggiatori, fattore che comporta, sul fronte del fatturato, un passivo del 50% rispetto al 2019. Consolanti le cifre relative al segmento containers, caratterizzato da un incremento del 2,7% in termini di tonnellate trasportate. Le questioni aperte, per il futuro, sono tante. Secondo Stefano Messina, presidente Assarmatori, «la modifica del regime di aiuto al settore, imposta dalla Commissione UE, deve consentire non solo la necessaria estensione dei benefici previsti dalla legge italiana sul Registro Internazionale alle navi battenti bandiere europee, ma anche un’equa, corretta e proporzionata distribuzione di risorse, oggi troppo concentrate sul sostegno di aree ed attività meno strategiche. Il cambiamento voluto a livello comunitario permetterà una forte crescita dell’occupazione tra i marittimi italiani». Altro strumento da tenere in considerazione è il Recovery Fund, giudicato dagli addetti ai lavori una valida opportunità per agevolare investimenti che diano inizio al processo di transizione energetica nell’ambito delle flotte, perseguendo, in tal modo, l’obiettivo di un reale e duraturo progresso in campo ambientale.
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]]>Roma – (di Alessandro La Spina) Il Ministro dell’economia, Daniele Franco, ha illustrato, in un’audizione presso le commissioni congiunte Bilancio, Finanze e Politiche UE di Camera e Senato, i contenuti principali che serviranno a definire più dettagliatamente, nelle prossime settimane, il Recovery Plan. Si tratta di un primo incontro, considerato dal titolare di via XX settembre come “l’inizio di un dialogo durevole”, alla luce del rapido e intenso cammino da percorrersi in vista del termine di presentazione dei progetti, fissato il 30 Aprile 2021. Le risorse saranno materialmente disponibili da fine estate, attraverso pre-finanziamenti al 13%. ll Programma Next Generation EU, considerato un passaggio storico nella costruzione di un comune bilancio europeo, assegna all’Italia fondi per circa 196 miliardi a prezzi correnti, dei quali 69 sotto forma di trasferimenti e 127 come prestiti. Tuttavia, gli ultimi dati e il regolamento comunitario che fa riferimento al Pil 2019 determinano una stima al ribasso di 191,5 mld, leggermente inferiore, quindi, rispetto a quella indicata a gennaio». Franco si è soffermato sulla necessità di rafforzare alcune parti del Piano, così da garantire una più adeguata corrispondenza delle iniziative in cantiere con le risorse effettivamente disponibili. A questo proposito, il Ministro ha ribadito alcune tra le priorità strategiche già definite dal Presidente Draghi e riassumibili in: incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili, abbattimento dei livelli di inquinamento di aria e acqua, velocizzazione della rete ferroviaria, infrastrutture a sostegno della mobilità elettrica, produzione e distribuzione di idrogeno, digitalizzazione, banda larga e sistemi di telecomunicazione. Per ciò che concerne la governance, ruoli e responsabilità dovrebbero essere distribuiti su due livelli. «Stiamo considerando la costituzione di una struttura centrale di coordinamento presso il Mef, la quale sarà affiancata da un’unità indipendente con compiti di Audit». Nell’ambito dei singoli ministeri si ipotizza, invece, la creazione di presìdi che avranno la funzione di monitorare e controllare l’esecuzione delle misure di propria competenza, nonché quella di interagire con i soggetti attuatori. «Abbiamo meno di due mesi per finalizzare il Recovery Plan e, per questo motivo, la sua definizione non può subire battute d’arresto».