Shipping: Il Ministro Giovannini promette maggiore attenzione verso le istanze degli armatori

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Roma – (Di Alessandro La Spina) «L’attenzione del Governo nei confronti dello shipping è massima. Stiamo lavorando, insieme al Ministero della transizione ecologica, per rafforzare una serie di misure sul tema dei porti, azione che va ad aggiungersi ai già programmati interventi relativi alla connessione degli scali portuali con altri sistemi trasportistici, soprattutto nel Mezzogiorno». A dichiararlo il Ministro per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, in occasione del Webinar: “Lavoro marittimo e investimenti nello scenario post Covid”, tenutosi lo scorso 18 Marzo su iniziativa di Conftrasporto, Confcommercio e Assarmatori. L’incontro è servito a riflettere sulle strategie finalizzate al rilancio del comparto, che, nonostante la battuta d’arresto dovuta alla crisi pandemica, rimane comunque fondamentale per un paese come l’Italia. I dati, elaborati da Nomisma ed esposti durante la manifestazione, ci restituiscono la realtà di un settore che genera il 2,1% del Pil nazionale, occupando circa 49.000 lavoratori in maniera diretta, ai quali si aggiungono quelli operanti nell’indotto (129.000 unità). Il trasporto via mare è imprescindibile per assicurare la continuità territoriale e costituisce un presupposto importantissimo nella realizzazione dell’interscambio commerciale, movimentando oltre la metà dei prodotti importati ed esportati. Non si può nascondere, in ogni caso, il forte rammarico dovuto alle perdite dello scorso anno, soprattutto riguardo al ramo passeggeri, con cali del 94,6% in campo crocieristico, 46,7% nel comparto traghetti e 49,2% per ciò che concerne le rotte locali. Le imprese di navigazione operanti servizi di collegamento insulare e di Autostrade del Mare, hanno visto decrescere del 56% il numero di viaggiatori, fattore che comporta, sul fronte del fatturato, un passivo del 50% rispetto al 2019. Consolanti le cifre relative al segmento containers, caratterizzato da un incremento del 2,7% in termini di tonnellate trasportate. Le questioni aperte, per il futuro, sono tante. Secondo Stefano Messina, presidente Assarmatori, «la modifica del regime di aiuto al settore, imposta dalla Commissione UE, deve consentire non solo la necessaria estensione dei benefici previsti dalla legge italiana sul Registro Internazionale alle navi battenti bandiere europee, ma anche un’equa, corretta e proporzionata distribuzione di risorse, oggi troppo concentrate sul sostegno di aree ed attività meno strategiche. Il cambiamento voluto a livello comunitario permetterà una forte crescita dell’occupazione tra i marittimi italiani». Altro strumento da tenere in considerazione è il Recovery Fund, giudicato dagli addetti ai lavori una valida opportunità per agevolare investimenti che diano inizio al processo di transizione energetica nell’ambito delle flotte, perseguendo, in tal modo, l’obiettivo di un reale e duraturo progresso in campo ambientale.

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