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Trapani – (Di Alessandro La Spina) Enel Green Power, tra le più importanti società europee specializzate nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili, aggiunge un altro tassello al proprio piano d’azione mirante ad approvvigionare di energia pulita il nostro Paese, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione sanciti a livello comunitario. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia della messa in esercizio di un nuovo parco eolico a Partanna, località siciliana in provincia di Trapani, composto da sei aerogeneratori da 2,4 Megawatt ciascuno, capaci di generare una potenza totale pari a 14,4 MW. L’impianto produrrà circa 40 Gigawatt annui, evitando così, nello stesso intervallo di tempo, l’emissione in atmosfera di 18mila tonnellate di anidride carbonica. Entrata in funzione dopo soli otto mesi dall’apertura dei cantieri, la struttura rientra nel piano di aggiudicazione delle gare Italia, indette dal gestore dei servizi energetici, le quali prevedono l’implementazione, a regime, di una maggiore disponibilità di energia pulita, oltre al potenziamento delle installazioni esistenti. L’azienda ha rispettato i tempi previsti per la costruzione del parco, ufficialmente connesso alla rete di alta tensione lo scorso 14 Aprile, anche grazie ad un processo di gestione dei lavori fortemente votato al digitale, fattore che ha reso possibile procedere più speditamente, garantendo, ad esempio, visite virtuali del sito e monitoraggio informatico dei materiali in esso presenti. Secondo Salvatore Bernabei, CEO di Enel Green Power, l’entrata in servizio dell’impianto di Partanna rappresenta un ulteriore passo in avanti nella strategia finalizzata a sviluppare nuova capacità rinnovabile e contribuisce fattivamente al raggiungimento degli obiettivi riguardanti il graduale abbandono del carbone. Già oggi, sia a livello globale che nazionale, l’energia elettrica da fonti sostenibili prodotta dalla Società è superiore a quella termoelettrica.
]]>https://aiacepress.it/rinnovabili-enel-green-power-apre-nuovo-parco-eolico-in-provincia-di-trapani/feed/0Mobilità elettrica, ritardi nelle infrastrutture europee malgrado la voglia di “green”
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https://aiacepress.it/mobilita-elettrica-ritardi-nelle-infrastrutture-europee-malgrado-la-voglia-di-green/#respondFri, 16 Apr 2021 19:08:47 +0000https://aiacepress.it/?p=10721Bruxelles – (di Alessandro La Spina) In un mondo in cui si diffondono sempre più i concetti legati all’idea del “sostenibile”, assistiamo, da qualche anno, ad un costante aumento d’interesse dei cittadini europei verso nuovi i sistemi di mobilità elettrica, tendenza confermata da una serie di indagini economiche. Da esse si può facilmente evincere che, […]
]]>Bruxelles – (di Alessandro La Spina) In un mondo in cui si diffondono sempre più i concetti legati all’idea del “sostenibile”, assistiamo, da qualche anno, ad un costante aumento d’interesse dei cittadini europei verso nuovi i sistemi di mobilità elettrica, tendenza confermata da una serie di indagini economiche. Da esse si può facilmente evincere che, se, da un lato, permane lo scetticismo di quanti ancora considerano i carburanti come l’unico elemento capace di assicurare viaggi tranquilli, dall’altro, si registra un’evoluzione a dir poco sorprendente. I risultati di un sondaggio effettuato da Nissan Europe su un campione di 7000 proprietari di veicoli elettrici e termici, suddivisi esattamente a metà, ci dicono, infatti, che il 70% degli intervistati è disponibile a valutare l’acquisto di un mezzo alimentato a elettroni, mentre coloro che già ne dispongono si dichiarano, per l’89% dei casi, convinti della propria scelta. La stragrande maggioranza di questi ultimi (97%) afferma, tra l’altro, che il passaggio alla nuova tecnologia soddisfa pienamente le aspettative, motivando tale giudizio con le ottime prestazioni assicurate dagli EV, maggior fluidità nella guida e, soprattutto, costi di manutenzione talmente bassi da non poter essere nemmeno paragonabili a quelli di un motore endotermico. Nonostante il 58% di quanti possiedono un’automobile tradizionale si dica spaventato dalla (ipotetica) scarsa autonomia delle elettriche, chi le ha acquistate ammette che questa paura è rimasta, praticamente, sulla carta. Interessanti anche le ragioni di carattere ecologico, fondate sull’idea di contribuire, guidando un veicolo di nuova concezione, alla realizzazione di un minor impatto ambientale. Rimangono alcuni nodi da sciogliere, comunque, per far sì che la mobilità a basse emissioni possa estendersi al punto da diventare un fenomeno di massa. Uno dei principali problemi è costituito dalle infrastrutture di ricarica, le quali, nonostante i passi in avanti degli ultimi anni, restano insufficienti ad assicurare una copertura capillare. In una relazione presentata, proprio in questi giorni, dalla Corte dei Conti Europea, si sostiene che la distribuzione delle stazioni destinate ad alimentare le auto elettriche varia considerevolmente nei diversi paesi dell’Unione, i sistemi di pagamento non sono armonizzati e, spesso, gli utenti non riescono ad avere accesso a informazioni in tempo reale. Sebbene si siano registrati alcuni successi dal punto di vista tecnico, per esempio, nel caso dell’introduzione di un unico standard comunitario riguardante i connettori di ricarica, non si è proceduto – continua la Corte – ad un’analisi accurata del deficit infrastrutturale, indispensabile a stabilire con certezza quale fosse l’effettiva necessità di colonnine accessibili al pubblico e la loro corretta ubicazione. Inoltre, i finanziamenti elargiti mediante il programma “Connecting Europe Facility” «non sempre sono andati là dove erano più necessari, così come non vi sono stati valori-obiettivo chiari e coerenti, né requisiti minimi in materia di infrastrutture a livello UE». Secondo l’alta magistratura contabile, se non si procede a colmare rapidamente questo gap rischiamo di non raggiungere l’ambizioso obiettivo, fissato dal Green Deal europeo, del milione di punti di ricarica disponibili entro il 2025. In sintesi, a fronte dell’incremento registratosi nelle vendite di EV in questo anno di pandemia, frutto, certo, degli incentivi di Stato ma anche di un mutamento culturale che va diffondendosi tra i guidatori, risulta quanto mai necessario velocizzare la messa in opera di strategie miranti a colmare quelle lacune che, al momento, fungono da ostacolo alla definitiva affermazione della mobilità elettrica in Europa.
]]>https://aiacepress.it/mobilita-elettrica-ritardi-nelle-infrastrutture-europee-malgrado-la-voglia-di-green/feed/0Mise: pubblicato decreto di apertura del secondo sportello “Macchinari Innovativi” per le regioni del Sud Italia
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https://aiacepress.it/mise-pubblicato-decreto-di-apertura-del-secondo-sportello-macchinari-innovativi-per-le-regioni-del-sud-italia/#respondThu, 08 Apr 2021 08:44:54 +0000https://aiacepress.it/?p=10648Roma – (di Alessandro la Spina) Buone notizie per le piccole e medie imprese del Sud Italia. Da qualche giorno, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto direttoriale che apre i termini del secondo sportello relativo al bando “Macchinari Innovativi”, in base al quale PMI, reti di imprese e professionisti, presenti nelle regioni […]
]]>Roma – (di Alessandro la Spina) Buone notizie per le piccole e medie imprese del Sud Italia. Da qualche giorno, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto direttoriale che apre i termini del secondo sportello relativo al bando “Macchinari Innovativi”, in base al quale PMI, reti di imprese e professionisti, presenti nelle regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, potranno presentare domande per ottenere agevolazioni d’acquisto. Obiettivo della misura, come definita dal D.M. 30/10/2019, è quello di sostenere progetti d’investimento tesi a favorire la trasformazione tecnologica di aziende localizzate in aree svantaggiate. La dotazione finanziaria messa in disponibilità è di 132,5 Milioni di euro, a valere sull’Asse III, Azione 3.1.1 del PON “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR. Beneficiari degli incentivi sono le micro, piccole e medie aziende, nonchè liberi professionisti, che presentano tutta una serie di requisiti previsti dal bando. Le agevolazioni saranno concesse nella duplice forma di contributo e finanziamento agevolato, (quest’ultimo da restituirsi, senza interessi, entro una durata massima di sette anni), per una percentuale nominale pari al 75 %, calcolata rispetto alle spese ammissibili. I beni finanziati dovranno essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali e immateriali (definite dagli artt. 2423 e successivi del Codice Civile) riguardanti macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti d’investimento, nonché programmi informatici e licenze, correlati all’utilizzo dei predetti beni fisici. Le agevolazioni sono erogate dall’Agenzia Invitalia, a cui è anche demandato il compito di istruire i procedimenti. Le domande di accesso agli incentivi verranno presentate in modalità telematica attraverso il portale: https://agevolazionidgiai.invitalia.it, navigando nella sezione “accoglienza istanze”, secondo il seguente calendario:
Compilazione delle richieste a partire dalle ore 10.00 del 13/04/2021;
Invio delle richieste a partire dalle ore 10.00 del 27/04/2021.
Una volta inoltrate, esse accederanno alla fase istruttoria tenendo conto dell’ordine cronologico determinato dal giorno di presentazione, indipendentemente dall’ora in cui vengono ricevute. Ciascuna impresa, sia in forma singola che in quella di soggetto aderente ad un network, potrà inviare una sola domanda.
]]>https://aiacepress.it/mise-pubblicato-decreto-di-apertura-del-secondo-sportello-macchinari-innovativi-per-le-regioni-del-sud-italia/feed/0Duemilaventi, anno del grande “salto digitale”. Presentato il “Nomisma Data Hub”.
https://aiacepress.it/duemilaventi-anno-del-grande-salto-digitale-presentato-il-nomisma-data-hub/
https://aiacepress.it/duemilaventi-anno-del-grande-salto-digitale-presentato-il-nomisma-data-hub/#respondSat, 13 Mar 2021 08:10:02 +0000https://aiacepress.it/?p=10510Roma – (Di Alessandro La Spina) Nonostante la sua drammaticità, ormai sotto gli occhi di tutti al punto da essere diventata un elemento con cui convivere, il Covid-19 ha avuto l’effetto di accelerare il passaggio alle tecnologie digitali di una considerevole parte della popolazione italiana. È quanto emerge dai risultati di un’analisi, illustrati, lo scorso […]
]]>Roma – (Di Alessandro La Spina) Nonostante la sua drammaticità, ormai sotto gli occhi di tutti al punto da essere diventata un elemento con cui convivere, il Covid-19 ha avuto l’effetto di accelerare il passaggio alle tecnologie digitali di una considerevole parte della popolazione italiana. È quanto emerge dai risultati di un’analisi, illustrati, lo scorso 10 Marzo, durante la presentazione del “Nomisma Digital Data Hub”, un indicatore di ricerca che la società di consulenza bolognese ha realizzato per mettere a fuoco l’attitudine dei nostri connazionali all’uso della rete internet nel corso del 2020. All’evento hanno partecipato anche alcune importanti aziende operanti in diversi settori economici, come Coop Italia, Cortilia, The Data Appeal Company, Open Fiber, UniCredit, Cribis D&B e PayDo. Lo scenario che viene delineato è quello di una società fortemente orientata al web nello svolgimento di pratiche quotidiane che fino a qualche anno fa privilegiavano quasi unicamente i canali tradizionali, dagli acquisti di beni e servizi ai pagamenti telematici, passando per la ricerca di un lavoro o di nuove opportunità formative. Come sottolineato da Luca Dondi, amministratore delegato Nomisma, otto italiani su dieci utilizzano oggi internet nella vita di tutti i giorni e il 70% di essi ha effettuato almeno un acquisto online. Cresciuto anche il tempo medio di connessione, che tra i web surfers rientranti nella fascia di età 16-64 anni sfiora le 6,5 ore giornaliere. Nel primo semestre del 2020 sono aumentate vistosamente le vendite di nuovi dispositivi digitali, caratterizzate da un incremento del 53% nel settore dei Computers e del 69% in quello delle videocamere. L’acquisto in rete di generi alimentari ed altri prodotti rientranti nella categoria “Grocery” ha visto addirittura crescere il proprio indice del 134% rispetto al 2019. Ma si ricorre massicciamente ad internet anche nel campo delle transazioni bancarie, dato confermato dal Co-Ceo Commercial Banking Italy di Unicredit Remo Taricani, secondo cui, in linea con un percorso avviato da oltre quindici anni e acceleratosi durante il primo lockdown, quasi il 98% della clientela usa attualmente il web per l’effettuazione di operazioni che in passato venivano espletate unicamente in agenzia. Altrettanto degno di nota è l’incoraggiamento, posto in essere dalle amministrazioni pubbliche, all’uso di internet da parte dei cittadini, se si considera che lo scorso anno sono state aperte 17,5 milioni di nuove identità digitali necessarie per l’autenticazione ai portali telematici. Analizzando le diverse dinamiche di comportamento è possibile osservare, tra l’altro, come gli uomini siano più propensi al ricorso ai pagamenti elettronici rispetto alle donne, mentre non si riscontrano sostanziali differenze di genere in ambito E-commerce. Questo mutamento di abitudini non è però avulso da persistenti situazioni di arretratezza (c.d. Digital Divide), influenzate da molteplici fattori, tra i quali spiccano il reddito e l’età. Dall’osservazione del traffico di rete si evince, infine, che l’attitudine digitale risulta essere particolarmente marcata nelle grandi città, soprattutto in aree situate all’interno dei centri storici.
]]>https://aiacepress.it/duemilaventi-anno-del-grande-salto-digitale-presentato-il-nomisma-data-hub/feed/0Dematerializzazione, competitività, sviluppo sostenibile, nuove sfide per aziende del futuro
https://aiacepress.it/dematerializzazione-competitivita-sviluppo-sostenibile-nuove-sfide-per-aziende-del-futuro/
https://aiacepress.it/dematerializzazione-competitivita-sviluppo-sostenibile-nuove-sfide-per-aziende-del-futuro/#respondMon, 08 Feb 2021 08:31:43 +0000https://aiacepress.it/?p=10323Roma – (Di Alessandro La Spina) Dematerializzazione nuova frontiera della “Mission” aziendale? Smart Working come prospettiva di miglioramento del lavoro? La risposta è, evidentemente, sì. Stando, infatti, a quanto esposto in alcuni studi che analizzano la tendenza all’uso di nuove tecnologie da parte delle imprese, nei prossimi anni assisteremo a quella che sarà una vera […]
]]>Roma – (Di Alessandro La Spina) Dematerializzazione nuova frontiera della “Mission” aziendale? Smart Working come prospettiva di miglioramento del lavoro? La risposta è, evidentemente, sì. Stando, infatti, a quanto esposto in alcuni studi che analizzano la tendenza all’uso di nuove tecnologie da parte delle imprese, nei prossimi anni assisteremo a quella che sarà una vera e propria rivoluzione, caratterizzata da un ricorso sempre più massiccio ai modelli proposti dal mondo ICT. Proprio in questi giorni “Eriksson Consumer & Industry Lab”, ha pubblicato un Report dal titolo “The Future of Enterprises”, in cui ci si sofferma sulla trasformazione realizzatasi in questo settore, analizzando i comportamenti di un campione composto da 5000 aziende operanti in 11 diversi mercati (Australia, Brasile, Cina, India, Arabia Saudita, Singapore, Svezia, Thailandia, UAE, UK e USA). Tra le società intervistate, sette su dieci dichiarano di essere a metà del loro processo di dematerializzazione, mentre almeno sei guardano positivamente ai sistemi di connessione mobile, al Cloud, alla realtà aumentata e virtuale. Dall’analisi condotta si evince, ad esempio, che l’idea di eliminare progressivamente i documenti cartacei costituisce un passo fondamentale per l’aumento della competitività e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale. Altro dato significativo è quello che evidenzia come oltre la metà del campione ricorra, già oggi, alle fonti rinnovabili per il soddisfacimento del proprio bisogno di energia, tendenza che vedrà almeno tre aziende su quattro seguire questa strada entro il 2030. È molto probabile, d’altro canto, che per quella data quasi il 60% del lavoro sia organizzato al di fuori degli uffici, con una drastica riduzione dei costi aziendali. Va da sé che le misure restrittive imposte dall’emergenza sanitaria hanno dato un forte impulso allo smart working e ciò ha inciso sulla riduzione del pendolarismo verso le grandi metropoli, favorendo, al contempo, un calo considerevole delle emissioni inquinanti. Tale tipologia di lavoro consente, tra l’altro, di non avere limiti geografici nella ricerca delle figure più qualificate, cosa particolarmente gradita alle imprese, che puntano ad una gestione ottimizzata e flessibile dei rapporti con il Personale. Secondo Anders Erlandsson, capo della divisione “IndustryLab” di Ericsson Consumer, la tecnologia digitale costituisce, in definitiva, un fattore chiave per affrontare al meglio le grandi sfide globali, contemperando l’obiettivo di una maggior competitività con quello di uno sviluppo che possa essere realmente sostenibile.
]]>https://aiacepress.it/dematerializzazione-competitivita-sviluppo-sostenibile-nuove-sfide-per-aziende-del-futuro/feed/0Emergenza Covid-19 – Scelta l’App per il tracciamento dei soggetti Positivi, operativa con l’inizio della Fase 2, ma non sarà obbligatorio usarla
https://aiacepress.it/emergenza-covid-19-scelta-lapp-per-il-tracciamento-dei-soggetti-positivi-operativa-con-linizio-della-fase-2-ma-non-sara-obbligatorio-usarla/
https://aiacepress.it/emergenza-covid-19-scelta-lapp-per-il-tracciamento-dei-soggetti-positivi-operativa-con-linizio-della-fase-2-ma-non-sara-obbligatorio-usarla/#respondFri, 24 Apr 2020 07:58:31 +0000https://aiacepress.it/?p=8964Roma – (di Alessandro La Spina) Si chiama “Immuni” l’app scelta dal Governo per tracciare gli spostamenti degli individui risultati positivi al Covid-19, con l’obiettivo di ricostruirne la cronologia e, di conseguenza, i potenziali contatti avuti con altre persone. Il sistema di tracciamento sarà disponibile con l’avvio della Fase 2, durante la quale gli italiani […]
]]>Roma – (di Alessandro La Spina) Si chiama “Immuni” l’app scelta dal Governo per tracciare gli spostamenti degli individui risultati positivi al Covid-19, con l’obiettivo di ricostruirne la cronologia e, di conseguenza, i potenziali contatti avuti con altre persone. Il sistema di tracciamento sarà disponibile con l’avvio della Fase 2, durante la quale gli italiani riacquisteranno una relativa mobilità, a partire dai primi di Maggio. L’applicazione, sviluppata a titolo gratuito dalla Bending Spoons SpA, con sede a Milano, è stata scelta dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e da quello della Salute, tra 319 proposte pervenute negli ultimi giorni ed esaminate da un gruppo di lavoro formato da 74 esperti. Al suo processo di individuazione hanno partecipato, fornendo pareri tecnici, anche l’AGCM, l’AGCOM e il Garante della Privacy. Non sappiamo ancora molto riguardo al suo funzionamento, al di là del fatto che sfrutterà la tecnologia Bluetooth e che sarà possibile creare, grazie ad essa, una sorta di “diario clinico” in cui l’utente viene chiamato ad annotare i dati relativi alle proprie condizioni di salute compatibili con la presenza del Covid-19. È previsto, inoltre, che l’app venga scaricata dagli Stores di Google ed Apple in maniera del tutto gratuita e su base volontaria. Nessun obbligo, dunque, da parte dei singoli. Rimane, comunque, acceso il dibattito relativo ai problemi che la sua adozione suscita in ordine alla salvaguardia della vita privata. A dissipare, in parte, tale scetticismo, è intervenuta una nota del Ministero per l’Innovazione Tecnologica, secondo cui «Il codice sorgente del sistema di contact tracing sarà rilasciato con licenza Open Source MPL 2.0 e quindi come software libero e aperto (perciò, consultabile pubblicamente). L’applicazione non dovrà accedere alla rubrica dei contatti del proprio telefono, non chiederà nemmeno il numero e non manderà SMS per notificare chi è a rischio. Inoltre sarà necessaria l’integrazione delle indicazioni e dei protocolli sanitari stabiliti dal Ministero della Salute e dalle autorità sanitarie. L’applicazione si baserà sull’installazione volontaria da parte degli utenti e il suo funzionamento potrà cessare non appena terminerà la fase di emergenza, con cancellazione di tutti i dati. L’app non conserverà i dati relativi alla geolocalizzazione degli utenti, ma registrerà esclusivamente i contatti “pseudonimizzati” di prossimità rilevati mediante la tecnologia bluetooth low energy». Con riguardo alla custodia delle informazioni sensibili, verrà molto probabilmente scelto un sistema “decentralizzato”, voluto anche da Google e Apple, il quale non richiede la loro confluenza in un server unico, con migliori garanzie per la tutela della privacy. Ma nonostante le precisazioni di rito, rimane più di un dubbio sulla opportunità di utilizzo di questa applicazione (che ha suscitato anche una richiesta di approfondimenti da parte del COPASIR), e, soprattutto, sulla sua efficacia ai fini del contenimento dei contagi. Sul primo fronte, fa infatti discutere la presenza di soggetti stranieri nell’azionariato della Bending Spoons, che vede la partecipazione al capitale della società, seppur per una quota di minoranza, della famiglia Pao Cheng, proveniente da Hong Kong, (mentre tra i proprietari italiani risulta anche la H14 SpA, facente capo ai figli di Silvio Berlusconi). Dal punto di vista della sua incisività nella ricostruzione dei movimenti di un soggetto positivo al virus, si ritiene che, a tale scopo, sarebbe poi necessario il suo scaricamento da parte di almeno il 60 – 70 % della popolazione. Considerata la non obbligatorietà d’uso, non è detto che queste percentuali siano, quindi, facilmente raggiungibili.
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https://aiacepress.it/arriva-il-bonus-del-governo-per-acquistare-il-seggiolino-antiabbandono/#respondFri, 28 Feb 2020 09:05:47 +0000https://aiacepress.it/?p=8004Roma – (di Alessandro la Spina) Lo scorso 20 Febbraio il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha pubblicato sul proprio sito internet la procedura da seguire per la richiesta del contributo di 30 euro relativo all’acquisto del seggiolino cosiddetto “antiabbandono”, necessario al trasporto in automobile di bambini di età inferiore ai quattro anni. Si tratta […]
]]>Roma – (di Alessandro la Spina) Lo scorso 20 Febbraio il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha pubblicato sul proprio sito internet la procedura da seguire per la richiesta del contributo di 30 euro relativo all’acquisto del seggiolino cosiddetto “antiabbandono”, necessario al trasporto in automobile di bambini di età inferiore ai quattro anni. Si tratta di un seggiolino di nuova concezione che permette, grazie a dispositivi elettronici integrati al proprio interno o anche indipendenti dal sistema di ritenuta del bambino, di attivarsi automaticamente nel momento in cui il guidatore esce dall’automobile, attraverso dispositivi acustici e visivi percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, facendo così rilevare la presenza a bordo del minore. Tra i vari modelli in commercio, alcuni consentono anche il collegamento allo Smartphone del genitore mediante App o Bluetooth. L’obbligatorietà di questo nuovo prodotto è stata sancita dall’entrata in vigore del regolamento di attuazione della Legge n° 117/2018 (che ha provveduto a riscrivere l’art. 172 del Codice della Strada) emanato lo scorso 7 Novembre 2019. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, on. Paola De Micheli, ha definito tale norma come “una legge di civiltà, voluta e approvata da tutti i partiti per evitare che accadano tragedie simili a quelle avvenute in passato”. Dal sito del Ministero si legge che ” Il contributo deve essere richiesto da uno dei genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale su un minore che non abbia compiuto il quarto anno di età al momento dell’acquisto del dispositivo”. Per ottenere il bonus è necessario registrarsi sulla piattaforma telematica: https://wwwbonuseggiolino.it ed il contributo viene erogato mediante il rilascio di un buono elettronico di spesa, spendibile presso i rivenditori precedentemente registratisi presso lo stesso sito internet. Anche chi ha già acquistato il dispositivo potrà fare richiesta di rimborso, entro sessanta giorni dall’attivazione della piattaforma, allegando copia dei giustificativi di spesa (scontrino fiscale o fattura). Si ricorda che la mancata osservanza dell’obbligo sancito dalla nuova norma di legge determina una sanzione amministrativa che va da 83 a 333 euro con annessa sottrazione di 5 punti dalla patente di guida, la quale, dopo la seconda infrazione commessa nell’arco di un biennio, viene ad essere sospesa per un periodo di tempo compreso tra quindici giorni e due mesi.