Franz Buda interpreta la storia dello splendido “castello del re” di Schisò adesso patrimonio della Regione

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Giardini – Naxos -Finalmente il Castello di Schisò-Paladino, in precedenza appartenuto alla nobile casata dei De Spuches, è divenuto pubblico col rogito notarile del notaio Boscarino di Catania mediante il quale l’Architetto, Vera Greco, Dirigente del Parco Archeologico di Taormina-Naxos, ne ha ottenuto la disponibilità su designa del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. I’iter di acquisizione del Castello è durato quasi mezzo secolo avendo avuto inizio con delibera consiliare n°5 del 17 marzo 1971 durante l’amministrazione Pavone-Buda, Sindaco e vice Sindaco dell’epoca.
Dopo tale primogenitura, la politica locale ha sempre cercato di acquisire l’antico Donjone essendo l’unico ed importante bene storico-culturale rimasto nel territorio del Comune di Giardini dopo la separazione da Taormina, giusto decreto n°9998 del febbraio 1846 di Ferdinando II Re delle Due Sicilie. L’antico Mastio naxiota venne costruito su una altura preistorica con materiali lavici ivi esistenti, infatti nella Torre Saracena che sovrasta il Castello sono ben visibili i conci lavici appartenuti alla cinta muraria della antica Città di Naxos, distrutta nel 403 a.c da Dionisio I° tiranno di Siracusa. Nel 1104 l’edificio storico era esistente e conteneva all’interno la chiesa di San Pantaleo, così come indicato nel Capitolare della regina Adelasia, vedova del Re Normanno Ruggero I°, la quale destinò la basilica ai locali monaci concedendo loro anche la licenza di pesca nella rada di Naxos.Tra gli atti storici esiste una antica cartografia della Sicilia eseguita dall’arabo Al Idrisi, geografo di Ruggero II, il quale nel 1154 segnalò l’esistenza dell’antico porto naturale e del maniero di Schisò, indicando il sito come “Al Qusûs” termine arabo che significa torace, forse riferito alla penisola naxiota. E’ bene ricordare che nel 1712 venne redatta dai genieri sabaudi una carta topografica ove l’area del Castello di Schisò venne indicata come Catau de Roi, avendovi Vittorio Amedeo II Re di Sicilia sostato per 2 giorni durante il trasferimento a Messina. Nel 1773 il marchese don Blasco de Spuches , per ottenere il “predio di Schisò” con feudo e Castello, restaurò la chiesa di San Pantaleo donando alla stessa il dipinto del santo: tale effige storica dovrebbe essere ricercata. Successivamente lo storico edificio oltre ad essere stato un eccellente forte difensivo e una basilica, divenne un importante centro agricolo per la produzione sia dello zucchero mediante la coltivazione delle cannamele e sia della seta con l’allevamento dei bachi da seta e la coltura delle piante del gelso. Oggi in gran parte del Castello verrà istituito un Museo Archeologico di prestigio nel quale saranno esposti i numerosi reperti archeologici dell’antica Naxos che in man-canza di spazi museali vennero depositati nel Museo Regionale Paolo Orsi di Siracusa. Da quanto sopra evidenziato appaiono sterili e fuorvianti le polemiche sul prezzo di acquisto dello storico Castello, in quanto oltre ad essere un rilevante bene storico ed archeologico dispone di edifici rurali e terreni nei quali potrebbero nascere ed operare un ” Cenacolo Culturale Internazionale “ ed altri enti culturali e scientifici di cui l’intera collettività ha estremo bisogno per il proprio sviluppo umanitario .
Sarebbe interessante che la Regione ospitasse nel sito gli uffici ex Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo per migliorarne sia l’attività istituzionale e sia per avere una minore spesa riguardo l’attuale esoso canone di affitto in atto dovuto a terzi. Infine potrebbe anche dare in location cortili, saloni, spazi e servizi per convegni turistici, culturali e di spettacolo essendo il Palazzo indicato per la realizzazione di trasmissioni televisive e film su grande schermo, come è già venuto in passato. I cittadini all’uopo ricordano ancora che nel 1962 venne ivi girato l’interessante film “ Jessica “condotto dal famoso regista Negulesco con l’attrice americana Angie Dickinson nello stupendo cortile medievale del Castello del Re. Franz Buda

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