Emergenza COVID-19, leaders europei divisi su Coronabond ed utilizzo del Mes

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Bruxelles – (di Alessandro La Spina) In un continente che conta ormai oltre 260000 contagiati e più di 15000 decessi, dati che lo pongono al vertice della triste classifica mondiale riguardante la diffusione del contagio, i leaders europei stentano, ancora una volta, a trovare posizioni comuni sulla gestione delle conseguenze economico-finanziarie generate dalla crisi in corso. L’ultimo atto della non altrimenti definibile “Disunione Europea” è andato in scena ieri, in occasione della riunione in videoconferenza dei capi di Stato e di governo UE, chiamati ad esprimere il loro orientamento sulla possibile emissione dei cosiddetti “Coronabond”, obbligazioni europee pensate per coprire le spese legate alla diffusione dell’epidemia sia sul piano sanitario che su quello economico. Se da una lato i governi di Italia, Francia e Spagna, a cui si sono aggiunti quelli di Irlanda, Belgio, Grecia, Lussemburgo Portogallo e Slovenia, hanno chiesto il ricorso a mezzi straordinari quali, appunto, i coronabond o l’utilizzo del Mes senza le dure condizioni in esso previste, il “Fronte del Nord”, con in testa Germania, Olanda, Austria e Finlandia, rifiuta l’idea di dover fare da garante a paesi troppo indebitati e con una, a loro dire, disinvolta gestione dei propri conti pubblici. Tale diversità di vedute emerge in maniera chiara nelle dichiarazioni rese, rispettivamente, dal premier olandese Mark Rutte e dal Presidente Conte. Il primo si è detto profondamente contrario all’uso dei coronabond, sostenendo che «l’Eurozona ha creato i suoi strumenti, come il Mes, che può essere usato in modo efficace, ma con le condizionalità previste dai trattati». La risposta di Conte, in proposito, non si è fatta attendere ed è stata altrettanto netta: «Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati, elaborati in passato, allora non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno». Al termine del vertice, durato quasi sei ore, per giungere all’approvazione di un documento condiviso è stato necessario eliminare qualsiasi riferimento che riguardasse sia il Mes che i coronabond. Della questione si occuperà adesso l’eurogruppo, chiamato, entro due settimane, ad elaborare “proposte…” su cui i singoli governi dovranno esprimersi per trovare soluzioni utili ad una crisi che non riguarda solo alcuni paesi bensì l’intera Unione. I cittadini europei rimangano sintonizzati. La Telenovela continua…..

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