“Il Covid non può fermare la donazione degli organi”, l’appello dei medici

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Taormina – “La donazione d’organi non si può fermare malgrado il Covid”. L’appello arriva dal medico di Anestesia dell’ospedale “San Vincenzo”, Giuseppe Bova. “Stiamo vivendo – ha detto il professionista in prima linea, in un settore molto importante per salvare tanti pazienti in attesa di trapianti – un momento molto difficile. Malgrado tutto mettere a disposizione un organo può essere fondamentale”. Per questo motivo è stato organizzato un incontro “on line” tra medici per cercare di non dimenticare una pratica che deve essere, sicuramente, spinta. Bova è stato pioniere, assieme al mai dimenticato primario, Filippo Bellinghieri, di una pratica che ambisce a diventare, nell’immediato, routine in presidi ospedalieri come quello taorminese. A questo incontro organizzato in maniera telematica hanno preso parte una quarantina di medici. Quest’ultimi hanno avuto modo di apprendere le procedure per poter avviare la donazione. Il tutto è stato possibile grazie alla disponibilità dei vertici dell’azienda sanitaria di cui fa parte, appunto, il complesso ospedaliero di contrada Sirina che resta all’avanguardia anche in questo campo. Negli anni numerosi sono stati, ad esempio, i prelievi multi organo effettuati, all’ospedale della città del centauro. Il protocollo operativo, è molto rigido. Ad esempio, deve essere nominato il “Collegio medico per l’osservazione e certificazione”. Un gruppo di lavoro questo composto da figure che devono dare l’ok al prelievo dal donatore. La cultura della donazione è, dunque, fortemente spinta dall’Asp di Messina anche se adesso sembra che vi sua un’unica malattia da curare. A partire dagli anni Novanta in Italia si sta diffondendo tale pratica che serve a regalare ancora aspettative di vita.

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