Approvato il decreto legge “sblocca cantieri”, ma ritirato l’emendamento “salva imprese”, stato di impasse sulle opere di importanti strade siciliane

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Roma – (di Lillo Miceli) – Approvato il decreto legge “sblocca cantieri”, ma è stato il ritirato l’emendamento “salva imprese”. Due cavolate in un solo colpo. Cominciamo dalla seconda: il governo ha fatto marcia indietro sulle risorse che avrebbero dovuto sbloccare i pagamenti alla Cmc (cooperativa emiliana) che, a sua volta avrebbe dovuto pagare i propri creditori. Questo significa che i lavori sulle strade statali Agrigento-Caltanissetta e Palermo-Agrigento non riprenderanno. I cantieri resteranno fermi, su entrambe le arterie viarie, chissà per quanto tempo. Vanno a farsi benedire le promesse del ministro per le Infrastrutture, Toninelli, che durante la campagna elettorale per le Europee è venuto per ben tre volte in Sicilia. Promesse che erano state fatte anche dal vice premier grillino, Luigi Di Maio.  Per quanto riguarda lo sblocca cantieri, invece, è stato compiuto un vero e proprio pastrocchio. Avere sospeso alcune parti del Codice degli appalti, come ha preteso il leader della Lega Salvini, significa aprire le porte alla criminalità organizzata, che ormai ha esteso i suoi tentacoli in tutto il Paese. In Sicilia, come in tutto il resto d’Italia, mafia, camorra e ndrangheta si preparano a banchettare. Non ci sarà alcun controllo sociale. I cittadini, in teoria, avrebbero il potere di chiedere l’accesso agli atti. Difficilmente, però, la pubblica amministrazione mette a disposizione la documentazione relativa ad un appalto. Il rischio concreto è quello di avere gare di appalto truccate, subappalti senza alcun controllo e opere o forniture di scarsa qualità. Realizzate magari da imprese in odor di mafia. Chi controllerà? Una grande mole di lavoro si abbatterà sull’Anac (Autorità nazionale contro la corruzione), ma anche le procure della Repubblica avranno un gran da fare, così come le forze di polizia. Il pericolo non è che possa scoppiare una nuova Tangentopoli, ma molto di più. In verità, il fenomeno della corruzione non si è mai fermato, ma dopo la stagione di “Mani pulite” sono stati escogitati nuovi sistemi per elargire mazzette in modo più sofisticato. Sistemi che, come dimostrano le quotidiane inchieste giudiziarie, sono venuti a galla, grazie a certosine indagini. E’ possibile che nessuno si renda conto che il mondo degli appalti deve essere più che trasparente? Sembrerebbe di no. Quantomeno a non rendersene conto sembrerebbe il sottosegretario con delega all’Editoria, Crimi, che intende vietare la pubblicazione degli avvisi di gara sui quotidiani. Secondo lui, per dare trasparenza a questo opaco settore basta pubblicare le gare di appalto sui siti degli enti appaltanti. Ma la difficoltà è trovarli.

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