Fipe – Confcommercio: A Roma, per chiedere al Governo certezze sul futuro dei pubblici esercizi

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Roma – (di Alessandro La Spina) Si è tenuta nella cornice romana di piazza S. Silvestro, l’assemblea straordinaria della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, organismo di rappresentanza dei piccoli imprenditori turistici, facente capo a Confcommercio. Scopo dichiarato della manifestazione, quello di chiedere alle autorità di governo una data certa per le riaperture delle tante attività economiche, dalla ristorazione ai locali d’intrattenimento, passando per gli stabilimenti balneari, chiuse ormai da troppo tempo. All’evento hanno partecipato anche migliaia di persone collegate da diverse regioni del Paese. Carlo Sangalli, numero uno di Confcommercio, ha ringraziato le rappresentanze giunte nella Capitale, sottolineando, come, in periodo di pandemia, gli esercenti abbiano dovuto subire «decisioni drammatiche, incomprensibili, spesso ingiuste. Noi oggi siamo qui e vogliamo futuro. In questa piazza c’è l’Italia, che rischia in proprio e crea lavoro per la famiglia e i collaboratori». Durante il suo intervento, il Presidente ha rivolto particolare attenzione alla necessità che sia garantito, da parte dell’esecutivo, un piano di indennizzi a fondo perduto «immediati e rafforzati», poiché – continua – «se non si sopravvive adesso, non c’è futuro domani. Le vostre, le nostre ragioni appartengono ad un mondo che non potrà mai essere compensato per ciò che ha perso e va riconosciuto per quanto vale ed è in grado di dare. Desideriamo riaprire in sicurezza, perché la risposta all’emergenza solo con “più chiusure” è ormai una scelta insostenibile dal punto di vista economico e sociale. Ogni giorno in cui si rimane chiusi è un metro di deserto che avanza nelle città italiane». Significativo anche il richiamo all’esigenza di procedere celermente con le vaccinazioni, attraverso una campagna “coordinata, diffusa, tempestiva e senza incertezze”, oltre all’adozione, su scala europea, del passaporto vaccinale. Lino Enrico Stoppani, massimo rappresentante FIPE e vicepresidente Confcommercio, ha successivamente puntato il dito contro quella che definisce una vera e propria discriminazione indirizzata verso il settore dei pubblici esercizi. «Noi abbiamo avuto solo il dovere di rimanere chiusi. Vogliamo riaprire subito, rispettando i protocolli di sicurezza, peraltro, sempre scrupolosamente messi in pratica. Con grande rispetto, dunque, chiediamo alla politica di tornare a fare il suo mestiere».

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