Ianniello: “Lavoratori stagionali del settore turistico ridotti alla fame, decreto “Cura Italia” inutile”

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Taormina -Riceviamo e pubblichiamo dall’attivista della Fisascat Cisl, Mario Ianniello “Evidentemente, come ho da sempre detto e scritto – dice Ianniello – la categoria dei lavoratori stagionali per le dinamiche politiche e sociali sembra che non interessi a nessuno, invece, per le dinamiche strumentali è ritenuto un valore aggiunto sopratutto quando chi ci governa (sempre a tutti i livelli nazionale, regionale e locale – questo ricordiamocelo-) si riempie la bocca dell’eccellenza nell’accoglienza che L’Italia mette a disposizione e che da questa eccellenza viene prodotto il 15% del Pil che costituisce il bilancio dello stato. Credo che con questa prima misura il governo, con il decreto di oggi, non ha compreso la necessità di questa categoria di lavoratori e lavoratrici che puntualmente viene relegata molto in basso nell’articolazione sociale italiana. Si comprendono le difficoltà del momento ma deve esistere la pari dignità in tutto. Anche dall’articolo, sotto riportato, “viene alte le grida” di questi lavoratori (vedi anche il numero delle visualizzazioni per l’interesse) e chiede lavoro e la modifica con l’ampliamento della Naspi e, ancor meglio il ripristino della Aspi. Non si può sottacere che il problema da affrontare non è pier niente e solo a livello locale con cui lottiamo giornalmente in questi territori, ma è anche regionale – parlo della Sicilia – ma sopratutto è una “questione italiana”: A tutti i dirigenti della nostra federazione Fisascat Cisl ma anche a quelli delle altre federazioni nazionali del settore turismo, quando viene chiesto ai cittadini ed ai propri iscritti di seguire le disposizioni per contrastare il Coronavirus si chiede loro di essere uniti nel superare il momento di crisi sanitaria, allo stesso modo viene a voi chiesto di essere uniti nel trovare le giuste ed ottimali soluzioni da sottoporre e da pretendere dai Governi. L’unione è forza, vale anche e soprattutto per i lavoratori”.

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