“Autonomia differenziata: opportunità o costo sociale?”: questo il tema di un convegno che si svolgerà venerdì nell’aula magna dell’Università

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Messina – “Sotto il profilo del regionalismo, l’impegno sarà quello di porre come questione prioritaria nell’agenda di Governo l’attribuzione, per tutte le Regioni che motivatamente lo richiedano, di maggiore autonomia in attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione, portando anche a rapida conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte…”
È il punto 20 del contratto di governo Lega-M5S, fortemente sentito da Regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto che da tempo premono affinché sia data loro possibilità di gestire in maniera diretta risorse in materie centrali per la vita dei cittadini come la Scuola, la Sanità, le Infrastrutture. L’autonomia differenziata, prevista dalla nostra Costituzione, è stata chiesta tramite referendum (in Veneto e Lombardia) o accordi con il governo (in Emilia-Romagna) e a queste tre Regioni presto se ne aggiungeranno altre, soprattutto del Nord, mentre a Sud si teme che la strada imboccata porti a un ulteriore depauperamento.
All’articolo 117 della costituzione sono sancite 23 competenze concorrenti, tra cui sanità, istruzione, infrastrutture e beni culturali, il cui controllo spetta allo Stato ma l’attuazione pratica è demandata alle singole Regioni. Perché alcune Regioni italiane dovrebbero richiedere l’autonomia su tutte le sopraindicate materie e cosa ciò comporterà? Risorse economiche: una parte di Irpef e di altri tributi erariali come l’Iva resteranno sul territorio per finanziare le competenze che passeranno dallo Stato alle Regioni. Quali saranno le conseguenze?Istruzione: perché i Professori dovrebbero lavorare alle dipendenze della Regione e non più dello Stato? Perché una singola Regione dovrebbe poter gestire aumenti contrattuali e arruolamento dei docenti? Perché il regionalismo è sinonimo di efficienza in tal senso? Infrastrutture e trasporti: perché le attività di programmazione e controllo in tema di infrastrutture e trasporti dovrebbero spostarsi al demanio regionale? Sanità: in materia di sanità è compito dello Stato definire i Lea, ossia i livelli essenziali di assistenza che dovrebbero garantire prestazione omogenee su tutto il territorio italiano. Obbiettivi, questi, che trovano già oggi applicazione differenziata fra le diverse Regioni italiane. Perché, in questo progetto di autonomia, una Regione avrebbe la facoltà di decidere su: livelli minimi di assistenza, spesa e stanziamento di risorse aggiuntive per il personale e la sua formazione?Quali sono gli effetti del regionalismo differenziato per una Regione a Statuto Speciale come la Sicilia? Queste sono le domande che hanno spinto i componenti dell’associazione “BeGov – Giovani e Studenti per la PA” ad organizzare un convegno in merito, in cui vi sarà la possibilità di ascoltare una risposta direttamente dai nostri rappresentanti politici.
Si tratta di un network di giovani, studenti e professionisti uniti da una passione comune, la Pubblica Amministrazione e aventi l’intento di divenire un “solido ponte” tra i giovani e le amministrazioni pubbliche. Le nostre attività consistono nell’organizzazione di convegni, conferenze ed eventi su argomenti di interesse collettivo e di attualità, redazione di articoli e preparazione di workshop e, grazie anche ai professionisti facenti parte del network, attività di consulenza. Abbiamo sede in molte città italiane, tra cui Roma, Milano, Cosenza, Catanzaro e Foggia e l’associazione conta al suo interno più di 100 soci ordinari e altrettanti simpatizzanti. Solo nel 2018 hanno partecipato ai nostri eventi oltre diecimila persone. Il convegno vuole essere un dibattito su un tema di così fondamentale importanza oltre che la presentazione di questa realtà associativa nella città di Messina, con lo scopo fondamentale di sensibilizzare l’interesse di alcuni giovani messinesi e siciliani a non rimanere passivi spettatori di ciò che li circonda, abbandonati alla rassegnazione, ma parte attiva nella lotta per una società migliore. Di seguito le informazioni relative all’evento.
SALUTI ISTITUZIONALI On. Cateno DE LUCA, sindaco della città di Messina RELATORI On. Carmela BUCALO, deputata della XVIII Legislatura, componente Commissione “XI – Lavoro Pubblico e Privato”, On. Pietro NAVARRA, deputato della XVIII Legislatura, componente Commissione “V – Bilancio, Tesoro e Programmazione”, On. Marco FALCONE, deputato della XVII Legislatura, assessore Regione Sicilia alle infrastrutture e alla mobilità, On. Bernadette GRASSO, deputata della XVII Legislatura, assessore Regione Sicilia alle autonomie locali e della funzione pubblica. MODERA, Prof. Michele Limosani, Direttore del Dipartimento di Economia – Università degli Studi di Messina. INTRODUCE, Dott. Fabio Brunetto, Venerdì 3 maggio ore 10:30, Aula Magna del dipartimento di Economia – Università degli Studi di Messina.

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