Venezia allagata ed ancora si attende “Mose” e ponte sullo Stretto di Messina

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Venezia – (Di Lillo Miceli) – Venezia si è allagata. Come una qualsiasi città della Sicilia o della Calabria. E’ lecito chiedersi come mai, nonostante la superiorità morale millantata, i veneti non siano riusciti ancora a realizzare le opere necessarie per evitare che in determinate condizioni atmosferiche, la “città più bella del mondo” si allaghi. Da parecchi anni sono iniziati i lavori per la realizzazione del cosiddetto “Mose”, cioè una serie di sbarramenti che dovrebbero impedire l’acqua della laguna provochi ingenti danni alle attività economiche ed ai beni culturali. Ma il “Mose” non è stato ancora completato, può essere annoverato tra le grandi opere incompiute. Il “Mose” è stato anche al centro di una inchiesta giudiziaria che portò a galla un giro di mazzette milionarie. Il “Mose” è già costato, secondo l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, circa 8 miliardi di euro: il doppio del mai realizzato Ponte sullo Stretto di Messina, che avrebbe dovuto collegare stabilmente la Sicilia e la Calabria. Fu l’allora premier Romano Prodi a decidere di realizzare il “Mose” a Venezia e di sciogliere la società “Stretto di Messina”. Non è stato realizzato né l’uno né l’altro. Probabilmente anche il Ponte avrebbe fatto la stessa fine del “Mose”, ma manca la controprova per poterlo affermare con certezza. Ovviamente, ai veneziani va tutta la solidarietà possibile e immaginabile, anzi, sarebbe opportuno dare un contributo economico per aiutare la Città dei Doge a rigenerarsi. Sarebbe bello che dalla Sicilia arrivasse una dimostrazione di solidarietà mai vista prima. Per dimostrare ai veneti che si può essere generosi anche con chi si professa egoista.

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