“Il primo giorno a Giardini senza padre Cingari”, amarcord di Antonio Veroux

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Giardini Naxos – Riceviamo e pubblichiamo da, Antonio Veroux, che ha voluto ricordare lo scomparso padre Salvatore Cingari.

 “Se vuoi essere più vicino a Dio, stai più vicino alla gente”                                          Khalil Gibran                                                                                                                                                                                                                                                   “L’alba di oggi non inizia come un giorno qualunque  per la Comunità giardinese, ma il primo giorno senza la presenza di Mons. Salvatore Cingari, che nel pomeriggio di ieri, all’età di 87 anni,  ci ha lasciati per ritornare alla casa del Padre.  Per me e per i  giardinesi, e non solo, Mons. Cingari è stato il parroco, il sacerdote e il pastore delle nostre anime, colui che ha saputo trasformare le parole del Vangelo in azioni quotidiane, vivendo la sua vocazione apostolica come servizio verso gli altri. Guida spirituale della comunità di San Pancrazio sin dal lontano 1958, anno in cui fu edificata la chiesa eretta a parrocchia ed a lui affidata, ben presto fa parlare di sé  per l’attenzione che rivolge ai giovani, agli anziani, alle famiglie, ed a chiunque versa nel bisogno, con spirito di fratellanza e altruismo attivo, sensibile ai bisogni spirituali e materiali dei suoi concittadini. Attento osservatore dei cambiamenti della società che lo circondava, e dell’avvicendarsi di una nuova era, dove la sinergia tra i vari ambiti sociali rappresentava il futuro, ha saputo con grinta e lungimiranza costruire  nuovi percorsi per far crescere la comunità giardinese. Ricordo bene, come se fosse ieri, tutte la battaglie combattute fianco a fianco per realizzare alcuni progetti  che venivano considerati audaci per la Giardini di allora, ma rivelatosi poi importanti e determinanti per la futura cittadina jonica. Tra le opere realizzate sotto la sua guida, volute con fermezza e determinazione, ricordo la costruzione dell’oratorio Don Bosco,  che ha visto l’avvicendarsi di generazioni di ragazzi che lo hanno frequentato per il cinema , il teatro e ore di svago in esso organizzate; il centro di formazione professionale voluta per avvicinare i giovani, e non solo, al mondo del lavoro; il consultorio per le famiglie, le donne e le giovani coppie, sempre attento alle loro esigenze; la tenda della solidarietà effettuata durante il Natale, con il ricavato della quale venivano costruite delle case nel Malawi; il banco alimentare voluto per la parrocchia di San Pancrazio, atto a sostenere i più bisognosi; Il centro di solidarietà P.O.R.T.O. onlus, vocato alla  promozione di attività di dopo scuola, musicale, sportiva, ricreativa, e tanto altro ancora. Tanti i ricordi di quegli anni, in cui ero sindaco di Giardini, per me così importanti ed edificanti  per aver avuto in lui un interlocutore acuto e lungimirante, che ha saputo valorizzare Giardini e la sua naturale vocazione turistica, promuovendo una vera e propria rivoluzione culturale e sociale nel modo di fare comunità, sia cattolica che laica. Come non ricordare il film festival per i ragazzi; la fondazione polisportiva attraverso la quale ha introdotto  a Giardini il gioco di squadra del baseball; la fondazione della corale di San Pancrazio; la fondazione della famosa banda Arturo Toscanini; la messa in scena dello sbarco di San Pancrazio, vescovo di Antiochia, nella spiaggia prospiciente la chiesa, con oltre cento comparse in costumi d’epoca, attirando turisti da ogni dove. Certamente qualche sogno è rimasto incompiuto, come la costruzione avveniristica di una chiesa che potesse accogliere le diverse comunità cattoliche, dando vita ad un turismo religioso da lui tanto sognato. Spero che in tanti ci attiveremo per rendere reale questo sogno e aggiungerne degli altri nello spirito della sua visione futurista di Giardini Naxos. Per questo e per tanto altro ancora sento il bisogno, come tanti altri giardinesi, di dire grazie a Mons. Cingari, per il suo  temperamento forte ma goliardico, per la sua  grande capacità di guardare oltre l’orizzonte, immaginando sempre nuovi spazi e nuovi tempi, per  il suo contagioso entusiasmo e la sua rassicurante concretezza. Grazie per la presenza attiva nella sua amata Giardini fino a pochi giorni prima di morire, testimoniando fede e volontà nel non volersi risparmiare,  spendendosi per la sua gente fino alla fine. E per una cosa in particolare sento di doverlo ringraziare, per averci lasciato una grande eredità, che è insieme un passaggio di testimone per tutti noi : la capacità di trasformare il proprio destino in destinazione, per abitare il mondo “insieme” agli altri, nella consapevolezza che tutti siamo “uno”. Mai come in questi giorni difficili che il mondo intero sta vivendo l’esempio della sua vita, virtuosa e improntata all’azione sociale,  risuona nei nostri cuori facendoci da guida. Nel dare un ultimo saluto all’amico Mons. Cingari mi faccio portavoce dell’aggregazione “Ritorna in superficie Giardini Naxos”, e nel primo giorno della sua assenza materiale dalle nostre vite,  invochiamo il Signore affinchè ci renda meno doloroso il distacco,  concedendoci di sentire Mons. Cingari vicino, come guida, ispiratore e come padre spirituale”.

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