Dolci con nomi che ricordano la mafia? “No grazie” da parte del sindaco di Taormina, Mario Bolognari

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Taormina – “Quella di promuovere i propri prodotti con nomi che si riferiscono alla mafia è, a mio parere, una stupidaggine”. Ne è convinto il sindaco, Mario Bolognari, che non ha dubbi su quanto deciso da un rivenditore di dolci ubicato in una via secondaria del centro storico. I cartelli sono lì da tempo e nessuno, comunque, ci faceva tanto caso. Adesso, però, si è sollevata l’indignazione di quanti non amano certo il fenomeno malavitoso. “Ho già chiesto – prosegue Bolognari – al mio assessore al Commercio, Andrea Carpita, di domandare al rivenditore di rimuovere i nomi ai pasticcini “mafiosi al pistacchio” e “cosa nostra alle mandorle”. È certo un tipo di messaggio nella vetrina di un negozio che lascia il tempo che trova ed è sicuramente fuori luogo. Preferirei che non fossero utilizzati a Taormina. Spero che l’azione del mio assessore possa avere un effetto immediato. Certo è difficile accorgersi di quanto accade in una via del centro meno frequentata. In ogni caso cercheremo di effettuare tutte le attività necessarie, per evitare che si ripeta quanto successo nel Comune che ho l’onore di guidare. Il caso, secondo quanto mi hanno riferito, è stato segnalato da studenti palermitani. Proprio nel capoluogo siciliano, negli ultimi decenni, si è registrata, appunto, una grande attenzione ai temi della lotta al fenomeno malavitoso. Quei cartelli a Taormina non sono, dunque, di mio gradimento, li trovo anzi non adatti a promuovere un prodotto. La strada, ribadisco, è quella di toglierli immediatamente è una questione di rispetto anche per quanti hanno combattuto contro un fenomeno da contrastare”. Non si sa quali potrebbero essere le armi a disposizione di un amministratore per rimuovere i cartelli dell’esposizione. Certo, adesso, l’unica via possibile può essere solo quella della persuasione chiedendo di ispirarsi, magari, al semplice buon gusto. 

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