Biglietto aereo un salasso per i siciliani, difficile ottenere sconti per gli scali di Catania e Palermo

0
959

Palermo – (Di Lillo Miceli) Meglio tardi che mai. Finalmente la giunta regionale ha deciso di presentare al governo nazionale la richiesta di continuità territoriale per gli aeroporti di Palermo e Catania dai quali partono e arrivano il 95 per cento dei siciliani. Non ci voleva molto a comprendere che la continuità territoriale – biglietti a costo scontato – dagli aeroporti di Comiso e Birgi non avrebbe avvantaggiato nessuno, se non una piccola parte di viaggiatori. Cercare di dare ossigeno alle infrastrutture aeroportuali di Comiso e Birgi, penalizzando la stragrande maggioranza dei siciliani, non è stata una bella idea. Le compagnie aree chiedono soldi per atterrare e decollare in questi aeroporti minori che non si sarebbero potuto risollevare con il riconoscimento della continuità territoriale, che riguarderebbe pochi siciliani.Che fine farà la richiesta per gli aeroporti di Palermo e Catania. Il vice ministro delle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, nei giorni scorsi che la Regione non aveva, fino ad allora, mandato alcuna domanda al suo ministero? Quello della continuità territoriale è un problema sul quale ci si arrovella da decenni. Lo Stato italiano ha riconosciuto la possibilità di viaggiare a prezzi scontati ai sardi, ma è sempre stato piuttosto restio a concedere la stessa agevolazione ai siciliani. Perché? Perché, secondo gli esperti ministeriali, la Sicilia non è isolata come la Sardegna: i siciliani possono raggiungere Roma o qualsiasi altra destinazione in treno. Questa decisione non sono stati capaci di contrastarla decine di potenti ministri che la Sicilia ha avuto dalla creazione della Repubblica. Speriamo ci riesca Cancelleri che ha il vantaggio delle mutate condizioni di trasporto che isolano sempre più la Sicilia. Tranne qualche treno, chi volesse raggiungere Milano, Roma, Napoli o Bologna su rotaia, deve scendere a Messina e dopo avere traghettato, salire su un treno per raggiungere la propria meta. Una volta almeno non c’era questo disagio. Ma nessuno s’illuda di trovare la Freccia Rossa o Italo, insomma l’alta velocità. Dovrà contentarsi di una linea ferroviaria molto antiquata. Da Palermo a Roma occorreranno le solite 10 ore di viaggio. Lo stesso tempo per raggiungere in aereo Sidney. Le compagnie aeree, da parte loro, commettono l’errore di elevare il costo del biglietto per un volo per Roma o Milano o Torino. Se va bene, 400 euro per andata e ritorno. Costi insostenibili per chi vive di stipendio, ma in questo modo le compagnie aeree cercano di recuperare quel che perdono sulle tratte del Nord dove, grazie all’alta velocità, nessuno prende più l’aereo. Perdite che dovrebbero ricadere sulle spalle delle regioni meridionali, che sono anche le più povere. Rispetto al passato, dunque, ci sarebbero le condizioni per ottenere l’agognata continuità territoriale per gli aeroporti di Palermo e Catania. Ma ci vuole determinazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here