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The post Fatturazione elettronica e protezione dati personali: Agenzia delle Entrate versus Garante Privacy appeared first on Aiace Press.
]]>di Cristina Cammaroto
Che la fatturazione elettronica appaia un muro quasi insormontabile per la piccola (e media) impresa italiana non è un segreto. Per un paese in cui il livello di informatizzazione è ancora molto basso rispetto ai colleghi europei (l’ultima indagine statista seria del 2016 ci collocava al 25° posto, dopo di noi Grecia e Bulgaria), tenere il passo con l’ormai lanciatissima digitalizzazione dei servizi dell’Agenzia delle Entrate sembra quasi infattibile. Tralasciamo per un attimo le problematiche tecniche che il cittadino/imprenditore e consumatore (colui che in certi casi dovrebbe anche riceverle queste fatture elettroniche….) sarà tenuto ad affrontare per l’adeguamento a quest‘obbligo di legge….E’ il caso di soffermarci su una novità d’azione messa in campo dal Garante per la Privacy. La massima autorità in tema di protezione dei dati ha infatti esercitato il proprio diritto all’ammonimento contro l’Agenzia. Dopo l’entrata in vigore del Regolamento Europeo (n. 2016/679, operativo dal 25 maggio 2018), per la prima volta il Garante ha esercitato il nuovo potere correttivo di avvertimento, emanando un provvedimento a seguito di alcuni reclami. Nella nota pubblicata dal Garante si legge che l’obbligo che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 comporterà “un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito”.
Contestato primo fra tutti il ruolo di controllore in mano all’Agenzia che – facendo da intermediario nello smistamento delle fatture tra venditore/acquirente – conserverà non solo i dati dei due soggetti ma le fatture stesse, documenti “ricchi” di informazioni relative a tipologia di beni acquistati, abitudini di consumo, modalità di pagamento e regolarità degli stessi. Senza contare il trattamento di dati a carattere sanitario “ultra sensibile” che potranno essere oggetto di prestazioni fatturate elettronicamente.
Altra nota dolente: gli intermediari. Consulenti contabili “fisici” o software dedicati all’emissione, ricezione e conservazione delle fatture elettroniche avranno nei propri archivi informatici una enorme mole di informazioni che esporranno i dati a rischi di utilizzo improprio e privo di consenso espresso dai soggetti coinvolti. Il provvedimento (che vi invitiamo a consultare al link https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9059949) è suonato come un duro avvertimento nei confronti dell’Agenzia che avrebbe dovuto far conoscere per tempo quali iniziative potevano essere messe in atto per conformare le disposizioni relative all’obbligo di fatturazione elettronica con quanto previsto dal regolamento per il trattamento dei dati.
Ad oggi il provvedimento è stato trasmesso dall’organo di vigilanza al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, in attesa delle valutazioni di competenza.
Se i consumatori (e i venditori) avevano ancora qualche dubbio sulla volontà di controllo – formalmente anti-elusiva ma praticamente pro-invasiva – da parte dell’Agenzia, possono adesso “rassegnarsi”. A meno che qualcosa non cambi all’ultimo momento sul tavolo del confronto tra le necessità dell’erario ed i diritti dei consumatori.
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]]>Terzo congresso regionale UNICOOP: riconferme e novità della cooperazione isolana
Premiate 12 eccellenze della cooperazione siciliana e lanciate le sfide del futuro della mutualità in Sicilia, in vista anche del congresso nazionale del 24 novembre
Palermo, 19 ottobre 2018. Una sfida vinta quella del Presidente Felice Coppolino, sia contro chi diversi anni addietro non vedeva speranze per la costruzione di una nuova identità cooperativa chiamata Unicoop, sia contro le reali e pesanti difficoltà organizzative di una rete che – partendo dal costante rafforzamento dell’idea di mutualità vera – si è oggi fortemente radicata sul territorio isolano.
Partiamo da qualche dato, come esposto nella relazione congressuale
|
1003 |
cooperative aderenti Unicoop |
|
24302 |
soci |
|
4720 |
soci lavoratori |
|
2.021 |
dipendenti delle cooperative |
|
6.451.576 € |
di capitale sociale |
|
397.352.484 € |
di fatturato |
Questi i settori operativi delle cooperative:
|
Agricoltura |
|
Gestione dei beni confiscati alle mafie |
|
Edilizia abitativa |
|
Formazione |
|
Progettazione e finanza agevolata |
|
Pesca |
|
Nuove tecnologie e critto monete |
|
Produzione e lavoro |
|
Sociale |
|
Trasporti |
|
Turismo e servizi |
Si è ormai lontani anni luce dagli anni in cui l’organizzazione in cooperativa verteva quasi esclusivamente sui settori assistenziali legati ai minori ed alla terza età.
Oggi i numeri (e i fatturati) parlano di una realtà “imprenditoriale” che ha fatto dell’unione di soci e di idee, l’incubatore di progettualità, investimenti, salvaguardia del territorio e delle sue specificità, sostegno alle fasce più deboli, integrazione di culture extra-nazionali; un mondo forte e nuovo.
Al congresso si è più volte parlato del rapporto a dir poco conflittuale tra sistema cooperativo e burocrazia (specie regionale); un rapporto con alti e bassi, ma che esige sempre più una relazione chiara, concreta non solo fatta di dialogo ma anche di progetti reali.
Le cooperative sono sempre più “sane” e sempre più destinate a sparire saranno le cosiddette “spurie” (quelle che dietro la forma mutualistica sulla carta nascondono sistemi di “elusione” di norme tributarie, di violazione delle norme di contrattazione di lavoro se non addirittura vere e proprie forme di frode,..); di fatto le cooperative “anomale” non le vuole più nessuno, non le vogliono i cittadini fruitori di servizi, non le vogliono i soci delle vere cooperative, meno che mai le vogliono le associazioni, …
A.I.A.C.E. – Associazione Italiana Assistenza Consumatore Europeo, ha voluto essere partecipe dell’iniziativa congressuale perché è un dato di fatto che la “cooperativa” è la forma “imprenditoriale” più vicina ai cittadini: è fatta di cittadini, a loro – nella veste di “consumatori” – offre la gran parte dei servizi di carattere sociale nelle nostre città (assistenza in generale, sostegno ai minori in difficoltà, cura della terza età, …) e si candida ad essere una validissima forma occupazionale per chi ha un’idea da valorizzare, con un occhio attento al territorio ed alle sue peculiarità; basti pensare alle cooperative di ragazzi che gestiscono caffetterie, centri di ristorazione, persino beni un tempo in mano alle mafie ed oggi restituiti ai cittadini.
A.I.A.C.E. con la presenza del Segretario Nazionale dott. Giuseppe Spartà, ha voluto dunque partecipare ai lavori congressuali per confermare la validità dello spirito cooperativistico rappresentato da UNICOOP e che vede al centro di ogni singolo intervento la preminente figura del Socio Cooperatore, inteso come Cittadino / Consumatore.
Tutti i Dirigenti AIACE, (D.ssa Mariella Cammaroto, dott. Alberto Maugeri e dott. Giulio Spartà) già aderenti a UNICOOP Sicilia hanno, concordemente, stabilito di voler offrire ai propri associati un servizio di consulenza ed assistenza in materia cooperativistica, privilegiando la costituzione di Cooperative e/o di Consorzi per le attività del settore turistico-alberghiero, dei servizi, delle cooperative di consumo, dell’Agricoltura e della Pesca, tutti comparti trainanti dell’economia siciliana.
I Dirigenti, quindi, hanno espresso il proprio apprezzamento alla riconferma del Presidente dott. Felice Coppolino , dandosi appuntamento per la stipula di un apposito accordo/convenzione a tutela dei diritti di del Cittadino / Consumatore per attività formative e divulgative.
Appuntamento adesso al 24 novembre con il congresso nazionale: molto ancora è in ballo per il futuro delle cooperative isolane che tuttavia hanno mai come adesso spazio e voce davanti ai lori interlocutori istituzionali e non.
Cristina Cammaroto
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