“Sotir” in mostra a Taormina dal 14 al 30 settembre al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano

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Taormina – “SOTIR” IN MOSTRA UOMINI, AUTOMI, BURATTINI VERSO LA CATASTROFE DELL’IPERREALTA’. Le opere di Salvatore Gumina saranno in esposizione Palazzo Duchi di Santo Stefano “Sala Colonna” dal 14 al 30 Settembre 2021. LA MOSTRA SARA’ INAUGURATA IL 18/09/2021 ALLE ORE 18 dall’Assessore alla Cultura del Comune di Taormina, Francesca Gullotta.

Interverranno

L’architetto Daniela Vullo “Soprintendente ai B.C.A.  di Caltanissetta”

L’Architetto Piero Campa “Presidente Ordine Architetti P.P.C. di Caltanissetta”

Progetto della mostra

UOMINI, AUTOMI, BURATTINI VERSO LA CATASTROFE DELL’IPERREALTA’

Opere di astrazione ispirata, realizzate con tecnica mista ed essenziale nei colori e nelle linee avente come scopo e fine didascalico la puntualizzazione della costrizione del vissuto contemporaneo, con riferimenti mirati ad una specie di schizofrenia manifestata da tratti geometrici, prospettici, assonometrici senza un ben preciso punto di fuga. Non uomini ma “Ominidi” che si concentrano nella ricerca dell’apparire, perdendo e annullando la propria personalità nello spasimo di un’esclusività che li massifica, non più uomini ma manichini. Manichini che vivono come fossero senz’anima nell’attesa di diventare marionette dipendenti . L’artista inscena i manichini in ambienti senza tempo come delle vere istallazioni teatrali e statiche, che echeggiano Luigi Pirandello. Questi considerava l’uomo uno – nessuno – centomila, ricco della propria personalità. Gumina  in arte “Sotir” considera che gli uomini della contemporaneità non hanno una propria personalità perchè qualcosa, qualcuno, li standardizza fino a renderli delle pedine dall’anima imprigionata. Le parti anatomiche dei manichini vengono sostituiti da elementi geometrici. Inoltre da mettere in risalto sono le atmosfere generate dalle architetture senza tempo, rappresentate da una totale assenza di ombre con chiara purezza lineare. Il risultato non appartiene ad una vaga reminescenza professionale, ma che afferisce al senso di disorientamento nel quale si strugge l’umanità attuale. Le opere vagamente ispirate ad un lontano ricordo di grandi pitture del passato, vengono metabolizzate al fine del raggiungimento di un esito personalissimo.

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