Risparmio e pianificazione finanziaria: Che anno ci attende?

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Roma – (di Alessandro La Spina) Sono tante le domande che gli italiani si pongono riguardo alle loro prospettive economiche per il 2021. Come reagiranno i mercati all’attuale contesto dominato dalla pandemia? Riusciremo a mantenere il nostro stile di vita? Saremo in grado di onorare gli impegni finanziari? Questi ed altri interrogativi meritano, se non una risposta in valore assoluto, quantomeno un’attenta considerazione da parte di analisti e addetti ai lavori. Nell’ultimo resoconto dell’Osservatorio “The World After Lockdown”, realizzato su un campione composto da 1000 italiani di età compresa tra i 18 e i 65 anni e pubblicato dalle società di consulenza NOMISMA e CRIF, si sostiene a chiare lettere che la situazione politica nostro paese, culminata nella crisi di governo, unitamente alla periodica emanazione di misure anti-contagio (Dpcm ed ordinanze) e all’incertezza sull’andamento della campagna vaccinale in corso, rendono gli italiani particolarmente dubbiosi sui progetti futuri e la pianificazione delle spese. «Nell’ultimo semestre del 2020, il 43% delle famiglie non è riuscito a risparmiare: per il 24% di esse questa è una situazione nuova rispetto al passato, mentre il restante 19% dichiara che la difficoltà è strutturale e non dipende solo dalla crisi sanitaria». Tra le spese di più difficile gestione ci sono le utenze, alle quali, si legge nel report, circa un quarto dei cittadini è riuscito a far fronte non senza difficoltà. E sebbene una buona parte delle famiglie (64%) preveda di riuscire a mettere da parte dei risparmi nei prossimi mesi, il 58% non ha comunque intenzione di effettuare grandi investimenti. La prospettiva di breve-medio periodo è quella di una drastica riduzione delle spese non necessarie, quali, ad esempio, consumi fuori casa, trasporti pubblici, relax e vacanze. Solo un italiano su 4 dichiara di voler effettuare acquisti High-Tech e la percentuale di coloro che si dicono intenzionati a comprare un grande elettrodomestico (frigoriferi, lavatrici ecc.) non raggiunge il 20%. La stessa tendenza si registra per gli esborsi di minore entità, come l’abbigliamento, i servizi alla persona (parrucchieri ed estetisti) e la baby-sitter. Non si scende a compromessi, invece, per ciò che concerne la salute, l’educazione dei figli e la spesa alimentare, tutte voci che gli italiani non hanno alcuna intenzione di tagliare, salvo il caso del manifestarsi di seri problemi economici. C’è da dire, in ultimo, che l’emergenza Covid induce i cittadini a guardare con attenzione verso quegli investimenti capaci di meglio tutelare il loro futuro, se si considera che il 14% degli intervistati sostiene di voler incrementare le spese per i fondi pensione ed il 17% quelle in polizze integrative sanitarie.

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