Emergenza Covid-19, l’Europa, forse, “batte un colpo”, sospeso il “Patto di Stabilità”

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Bruxelles – (di Alessandro La Spina) La Commissione Europea, con un annuncio storico del suo Presidente Ursula Von der Leyen, decide di sospendere il Patto di Stabilità. Nella serata di venerdì è stata resa nota, infatti, l’attivazione della cosiddetta “General Escape Clause”, la clausola di salvaguardia attivabile in periodi di “gravi pertubazioni economiche” dell’Eurozona, inserita nel Patto a partire dal 2011 e mai utilizzata prima d’ora. La decisione sarà formalizzata nel corso dell’Ecofin di lunedì prossimo. Agli Stati membri sarà permesso, in questo modo, di allentare le proprie regole di bilancio, immettendo nell’economia la liquidità necessaria a limitare le gravi conseguenze generate dalla pandemia in corso. Dopo il Quantitative Easing da 750 miliardi di Euro già annunciato dalla Bce, un altro tassello si aggiunge, quindi, all’elaborazione di una comune strategia di difesa economica dell’Unione. La Von der Leyen ha dichiarato, in proposito, che «la massima flessibilità per le regole di bilancio consentirà ai nostri governi nazionali di supportare tutti: i loro sistemi sanitari, il personale e le persone così gravemente colpite dalla crisi. Voglio assicurarmi che risponderanno nel migliore dei modi alla dimensione umana e socioeconomica della pandemia di coronavirus». Il Presidente della Commissione ha aggiunto di voler fare «tutto quanto è possibile per aiutare l’Italia. Siamo profondamente colpiti da come state affrontando questa crisi. Siete un esempio meraviglioso per il resto d’Europa. Lo ripeto: siamo tutti italiani».La decisione europea non arriva, comunque, a sorpresa. Da giorni, infatti, giungevano pressioni in tal senso dai governi di Italia, Francia e Spagna, paesi in cui la diffusione del contagio aveva generato la richiesta di una risposta coordinata al più alto livello delle istituzioni comunitarie. Soddisfatto il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che plaude all’iniziativa. L’attenzione si concentra, adesso, sulla possibilità di utilizzo delle risorse disponibili presso il Fondo Salva-Stati (circa 410 Mld di Euro). E’ lo stesso Conte a sostenere, in proposito, la necessità dell’apertura di linee di credito del Mes a favore di tutti gli Stati membri, ma senza l’applicazione delle dure condizioni di carattere macro-economico previste dal Fondo, le quali, se applicate in toto, determinerebbero secondo più di economista un vero e proprio commissariamento esterno degli Stati. La questione è stata discussa venerdì sera, a margine della riunione in cui si preparava il prossimo Ecofin. In tale contesto è emersa la diversità di vedute fra differenti “blocchi” di Stati. Da una lato i possibilisti, dall’altro i falchi. Questi ultimi, Germania, Austria e Finlandia in primis, respingono l’idea di aiuti generalizzati e ammettono solo la possibilità di provvedimenti mirati di sostegno economico rivolti a singoli paesi. Più in generale, viste le iniziative già messe in campo dall’Europa nel corso della settimana, si ritiene ancora prematuro parlare di una eventuale utilizzazione del Mes.

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